Giulia Ghiretti non si ferma più: ancora record aspettando Rio

I RICORDI PIU' BELLI DI UNA GIOVANE CAMPIONESSA ATTESA ANCHE DAGLI EUROPEI

ghiretti“Ho iniziato con il nuoto nell’aprile 2010: non lo praticavo come sport, ma come fisioterapia riabilitativa in seguito all’incidente avuto con il trampolino elastico. A settembre, mi sono resa conto che non mi bastava nuotare, avevo bisogno di adrenalina e allora ho cominciato la mia avventura agonistica”. Esordisce così Giulia Ghiretti, campionessa di nuoto paralimpico. Parmigiana, classe 1994, nelle scorse settimane ha battuto tre record importantissimi, conquistando l’oro nei 100 rana (1’53”81), record nei 200 misti (3’53’65) e nei 50 farfalla (49”07) ai campionati invernali italiani disputati a Reggio Emilia. Nel suo palmares anche il record italiano assoluto nei 50 dorso (0’52”22= conquistato alla sua prima presenza con la maglia della nazionale nel 2013; la partecipazione ai Mondiali di Montreal sempre nel 2013 con un ottimo secondo posto e il record italiano assoluto nella staffetta stile libero 4×50; l’Europeo di Eindhoven in Olanda e l’argento nei 100 rana ai Mondiali di Glasgow. “Sono sempre stata appassionata di sport. Da bambina facevo ginnastica artistica, in particolare il trampolino elastico”, spiega la campionessa. Un incidente in allenamento, il 4 gennaio 2010, le provoca la rottura di una vertebra e Giulia perde l’uso delle gambe. “Non mi sono reinventata, ho continuato ad essere quella che sono: incapace di stare ferma e amante della competizione, soprattutto quelle contro i miei limiti”.

LE GIORNATE DI GIULIA – Oggi Giulia fa la spola tra Parma e Milano, dove studia Ingegneria Biomedica: “La mia giornata si snoda tra università, piscina a palestra. Alla sera sono veramente stanca!” Per motivi di studio si allena a Milano, insieme ad altri sei atleti; grazie all’aiuto del Comune di Milano quest’anno si allenano al Centro Sportivo ‘Saini’, in orari migliori ma con qualche difficoltà nel seguire le lezioni universitarie11700605_466409206849682_6128252848189918524_o che si sovrappongono: “L’anno scorso – spiega – abbiamo avuto difficoltà a trovare spazi in cui allenarci e gli orari non erano sempre ideali. Quest’anno va meglio grazie al Comune: cerco sempre di conciliare tutto, ma so di dover rinunciare a qualcosa”. Tra queste rinunce c’è anche il probabile ritardo nella laurea: “Ho messo in conto – aggiunge – di impiegare un po’ più di tempo per laurearmi, ma non troppo perché desidero iniziare a conoscere il mondo del lavoro”.

VERSO RIO – Gli obiettivi più vicini di Giulia e del suo staff, di cui fanno parte anche persone di Parma, sono gli Europei di maggio e le Paralimpiadi di settembre. “Per raggiungere questi obiettivi c’è sicuramente bisogno di un sostegno economico, che può arrivare anche a piccole gocce ma purtroppo è sempre difficile trovare chi è disposto a credere e investire”, commenta Giulia. La preparazione varia a seconda delle specialità – rana, delfino, dorso, misto – ma particolare attenzione viene riservata alla tecnica, alla resistenza, alla fluidità del gesto e alla velocità. La preparazione per Rio è iniziata già da qualche mese: “Cosa prevede? Sei allenamenti in piscina e tre volte in palestra a settimana. E più si avvicina la data più aumenteranno”, afferma Giulia. Nessuna tregua dunque: infatti, nonostante i Campionati Invernali siano appena terminati, non c’è tempo per fermarsi e Giulia ha già ripreso gli allenamenti in vista degli Europei in Portogallo (30 aprile – 7 maggio) e delle Olimpiadi di Rio (7 – 18 girettisettembre).

DA NON DIMENTICARE – Ciascuna gara ha un ricordo particolare, positivo o negativo, ma quella che rimane indimenticabile per Giulia il Meeting di Brescia del 2014, quando per la prima volta è scesa sotto i due minuti nei 100 metri rana. “Una gara emozionante – spiega – è stata l’ultima di domenica, nella quale ho migliorato il record italiano dei 50 farfalla. Non è stato facile, ma la soddisfazione e le emozioni sono state immense”. Un’esperienza che porta sempre con se è quella dei Mondiali di Canada, la sua prima volta al confronto con atleti internazionali: “Il podio con le altre ragazze della staffetta è stato indimenticabile – ricorda Giulia – ma la logistica, dall’albergo ai trasporti, quella veramente da dimenticare!”. La grande capacità di adattamento e lo spirito da boy scout la hanno aiutata in queste situazioni anche se “di gradini ce ne erano davvero troppi e in camera invece che la doccia, c’era la vasca da bagno…”. Anche quella volta, comunque, nonostante le difficoltà Giulia ce l’ha fatta:  si è messa in gioco, contro i suoi limiti per battere i suoi record personali, e anche contro i limiti che gli impongono gli altri. Un sogno nel cassetto? “Se il sogno è nel cassetto, il cassetto deve rimanere chiuso”.

 

 di Chiara Corradi

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