Alloggi e non solo, il primo anno di lavoro del Welcome office Unipr

500 TRA STUDENTI E DOCENTI CHE HANNO USUFRUITO DEL SERVIZIO DI ACCOGLIENZA, "MA C'È ANCORA DA FARE"

Cinquecento stuCordaro e Bergonzidenti e docenti (italiani e stranieri) assistiti dall’arrivo all’Università di Parma, dalle pratiche burocratiche alla ricerca della casa. E’ il bilancio del primo anno di vita del servizio di ‘accomodation living’ che l’Università degli studi di Parma offre dal giugno 2016 per fornire accoglienza e aiuto a nuovi studenti o docenti in visita presso l’Ateneo. Sito nel polo di vicolo Grossardi 4 e gestito da Tiziana Cordaro e Roberto Bergonzi, l’ufficio si occupa di offrire assistenza a tutti gli studenti che sono alla ricerca di un alloggio e supporto nella compilazione delle pratiche burocratiche in materia di immigrazione. È un servizio aperto a tutti, ma si rivolge soprattutto agli studenti stranieri regolarmente iscritti ad un corso di laurea o che arrivano a Parma per un progetto di mobilità internazionale. Tra il secondo semestre accademico del 2016 e il primo del 2017 sono stati circa in 300 tra studenti e docenti che hanno richiesto un alloggio: 200 in mobilità internazionale e 100, sia italiani che di altre nazionalità, iscritti ai corsi di laurea.

DI COSA SI OCCUPA E COME OPERA – Il servizio accoglienza ‘Welcome office’ nasce in sinergia con l’ufficio Erasmus, quindi ad utilizzarlo sono per lo più studenti provenienti da altre nazioni che, oltre all’alloggio, possono ricevere assistenza durante lo svolgimento di pratiche quali il percorso di immatricolazione, la compilazione dei permessi di soggiorno, aiuto nell’apertura di nuovi conti correnti e richiesta di codici fiscali. Possono però rivolgersi all’ufficio tutti gli studenti, soprattutto per avere aiuto nella ricerca di un’abitazione.“Per anni mi sono dedicata a tempo pieno agli studenti stranieri e mi rendevo conto che la maggior preoccupazione per loro è trovare un alloggio”, spiega la responsabile Tiziana Cordaro. “Tutte le altre cose sono di tipo burocratiche che si risolvono senza grandi problemi, mentre la ricerca di sistemazione costa fatica e impegno, soprattutto non conoscendo la città”. L’ufficio, in questo caso, svolge una funzione essenzialmente di tramite: la richiesta di assistenza viene direttamente dagli studenti interessati durante la compilazione tramite form della domanda di iscrizione. Una volta giunta al servizio accoglienza, Cordaro e Bergonzi provvedono alla compilazione di una scheda tecnica per ogni studente in cerca di alloggio, precisando le principali caratteristiche richieste. Le abitazioni proposte sono solitamente proprietà di privati o di società che mettono a disposizione i propri appartamenti per essere regolarmente affittati. A queste si aggiungono anche sette posti letto che “Ergo riserva agli studenti in mobilità internazionale”, spiega la responsabile Cordaro. Il passaggio all’ufficio servizi accoglienza di per sé non fornisce particolari sconti o vantaggi sui canoni d’affitto per gli studenti, ma garantisce la sicurezza nella maggioranza dei casi di trovare un alloggio. Fornisce un prezioso aiuto soprattutto nell’abbattimento delle barriere linguistiche o incomprensioni contrattuali che possono verificarsi tra proprietario e studente, soprattutto se straniero. Una volta che le due parti vengono messe in contatto e lo studente aiutato nella comprensione del contratto d’affitto, l’ufficio accoglienza termina il suo lavoro e le trattative proseguono privatamente.

Affitti Ma non sempre arrivare a questo passaggio è scontato. “Qualche volta è capitato che degli studenti non trovassero una sistemazione con facilità”, ricorda la responsabile, facendo riferimento ai problemi che nascono dal punto di vista etnico: molti proprietari non accettano volentieri che il proprio appartamento venga affittato a degli stranieri, anche se studenti. “Alcuni sono prevenuti nei loro confronti, soprattutto di quelli che provengono da certe nazioni: abbiamo moltissimi extracomunitari, pakistani e indiani che hanno fatto fatica a reperire un alloggio, così come dei ragazzi del Camerun, che vengono in Italia per studiare soprattutto Medicina”.

MOLTE DOMANDE MA POCHI ALLOGGI - Il numero degli alloggi disponibili non sempre è sufficiente per le domande che vengono presentate. Sebbene l’ufficio accoglienza anche questo anno sia riuscito a garantire un’adeguata sistemazione a tutti i richiedenti, come spiega Tiziana Cordaro “non sono state poche le difficoltà”. Oltre ai sette alloggi Ergo e agli appartamenti privati, il servizio dispone di tre appartamenti, proprietà dell’Università, detti ‘Case per ferie’. “Anche questa è una piccola possibilità che abbiamo, per un totale di 12 posti letto. Sono pochi, però ci aiutano moltissimo”. La minima disponibilità della società So.Ges di appartamenti nella zona del Campus, ha reso ancora più difficile la gestione delle varie richieste. “Purtroppo ci hanno concesso degli appartamenti solo fino al 15 di agosto e noi in quel periodo non siamo in grado di riempirli dato che le richieste di alloggio non arrivano prima di settembre. Speriamo che il prossimo anno si riesca a trovare un nuovo compromesso”. Studentati o residenze universitarie come quelle di proprietà So.Ges o Ergo facilitano notevolmente il lavoro di ricerca. Nella maggior parte dei casi si tratta di appartamenti appena ristrutturati, che vengono affittati a qualunque studente o docente a prezzi convenienti.

STUDENTI  SODDISFATTI - Secondo i risultati ottenuti dai questionari (anonimi) che ogni studente compila dopo essersi rivolto al servizio, sembra che l’ufficio accoglienza funzioni correttamente. Anche a tu per tu alcuni studenti lo confermano: “Io e la mia collega siamo arrivati in questo ufficio dietro suggerimento del Collegio Europeo di Parma – racconta Daniel Pereira, studente Erasmus spagnolo -. Siamo stati accolti benissimo dalla signora Cordaro che con grande gentilezza e professionalità ha fatto di tutto per aiutarci a trovare un alloggio”. Le richieste di assistenza arrivano inoltre anche da docenti, sia italiani che stranieri, che trascorrono nell’Ateneo parmigiano parmigiano un breve periodo. Come nel caso della professoressa A.M, proveniente dall’Università di Sassari: “Il servizio offerto dal vostro Ateneo è davvero utile, non solo per gli studenti ma anche per i docenti, come nel mio caso. Mi sto trasferendo a Parma e l’aiuto fornito da questo ufficio è  stato davvero indispensabile”.
Dopo oltre un anno dall’avvio del nuovo servizio, il bilancio sembra insomma positivo, nonostante migliorare sia sempre possibile. Un suggerimento in tal senso arriva da Marta, che ha conosciuto l’ufficio accoglienza accompagnando la collega di corso Ameera. “Poiché è un servizio principalmente a studenti stranieri, credo che la presenza di un mediatore culturale lo migliorerebbe di gran lunga. Avere qualcuno che riesca a comunicare in inglese o, ancor meglio, nella loro lingua madre è, secondo me, un vantaggio sia per chi lavora a questo servizio (evitando qualunque tipo di incomprensione) che per noi studenti stessi”.

 

di Elena Brozzetti

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