Via Martinella, allerta inquinamento o “allarme prematuro”?

PERCHE' RESIDENTI E MEDICI HANNO CHIESTO IL MONITORAGGIO DELL'ARIA, ATTESE LE VERIFICHE DELL'AUSL

Che aria tira in via Martinella? Un’aria forse poco pulita secondo quanto segnalato da alcuni residenti e lavoratori delle aziende della zona sud di Parma, in particolare dell’area delimitata da via Martinella, via Monte Molinatico e via Monte Sporno, nel quartiere di Vigatto. Nelle scorse settimane, infatti, il neonato comitato ‘Che aria che tira in via Martinella’ si è fatto promotore di una specifica richiesta di “monitoraggio della qualità dell’aria nella zona, relativamente alla verifica dell’eventuale presenza nell’aria di inquinanti – particolati, polveri sottili e simili – dovute a cause da determinarsi”. L’appello descrive una zona “martoriata dall’inquinamento prodotto dal continuo transito di mezzi di movimentazione di ghiaia, cemento e betonaggio e dal passaggio ininterrotto di mezzi leggeri e pesanti su via Martinella; inquinamento che va ad aggiungersi a quello del traffico veicolare sulla adiacente tangenziale e sua via Langhirano”. L’iniziativa arriva anche a seguito delle segnalazioni giunte da alcuni medici del polo Parma sud, in particolare da Maurizio Vescovi e Paolo Bocchia, che hanno evidenziato uno strano incremento di problemi respiratori nei loro pazienti. 

Come ha spiegato il dottor Maurizio Vescovi, il comitato ‘Che aria tira in Via Martinella’ – “è nato dall’osservazione clinica di persone che avevano e che hanno riscontrato problemi di varia natura, come rinocongiuntivite, raffreddori e fastidi respiratori. Queste patologie sono al di fuori dalla stagionalità normale, quindi non si inseriscono in situazioni che possono essere ascrivibili ad altro. Da qui è venuto il sospetto”. Per questo “c’è stata un’azione di concerto- spiega il medico – tra noi dottori di medicina generale, le cosiddette sentinelle del territorio, e i pazienti stessiche hanno sollecitato ciascuno a prendere posizione. Il documento del comitato è stato sottoscritto da tutti i medici della Casa della Salute Montanara e non solo. Quando abbiamo inviato la petizione al servizio di Igiene pubblica nei giorni scorsi si contavano già 118 firme di adesione e se ne stanno raccogliendo altre”.
“Vorremmo che dalla nostra segnalazione si monitori l’aria - ribadisce Vescovi - per sapere che cosa si può fare e se le aziende del territorio stanno facendo di tutto per evitare di far respirare polveri ai cittadini. Se c’è qualcuno che continua a fare i propri comodi, con questa nostra azione e dopo le opportune modifiche, deve mettersi in regola e smettere di produrre polveri e inquinamento. Tutti quanti siamo chiamati ad avere un atteggiamento socialmente responsabile nei confronti della comunità. Mi auguro quindi che questa azione sfoci in qualcosa di concreto”.

Anche Paolo Bocchia, pediatra operante nella stessa struttura sanitaria di via Carmignani, è concorde sulla possibilità che le cause dei problemi respiratori riscontrati in diversi piccoli pazienti possano essere ricondotte alle condizioni dell’aria. “L’aria della nostra città non è pulitissima – esordisce il medico – c’è il fatto che piove poco e il fatto che si presentino queste patologie. Su via Martinella, oltre al problema di Parma, in generale si è visto un aumento di allergie, intolleranze, dispnee, che possono essere acuite da una qualità dell’aria non ottimale. Ho riscontrato che fuori dalla stagionalità ci sono stati questi problemi sia respiratori che allergici che ho notato in alcuni pazienti di questa zona. Il sospetto - continua il pediatra parlando dei casi riscontrati – è che possano avere avuto una genesi ambientale, ma non sta a me dire se ci sono delle polveri sottili o se ci sono delle possibilità che nell’aria ci sia qualcosa di peggio”. Bocchia conclude ricordando come “tra i soggetti più sensibili ci sono i bambini, l’anello più debole della catena, le persone più esposte perché hanno un sistema immunitario molto lento. Dobbiamo proteggerli, perché così salvaguardiamo l’ambiente, la città, il nostro stesso futuro”.

PAROLA AI CITTADINI - A conferma di quanto segnalato dai medici, un certo numero di residenti della zona ritiene di “avere forti problemi con la contaminazione dell’aria” e di vivere “in una zona particolarmente inquinata”. “Un quartiere dove ci sono polveri e nessuno fa niente, dove ci si sente tranquilli solo quando piove“, dichiara Mary Piccinini. Lei, come altri abitanti, è allarmata dalla presenza di “tantissime polveri in tutta la casa” e afferma che “a causa di questa situazione ho riscontrato un’asma cronica, che dovrò curare per tutta la vita”.
Altri cittadini, commercianti e lavoratori della zona, durante un sopralluogo nel quartiere, si sono invece detti all’oscuro di quanto segnalato e non riscontrano particolari problematiche legate all’inquinamento. Come racconta Oscar Pioli, coordinatore del Comitato del quartiere di Vigatto, “alcuni di loro si sono allarmati soltanto dopo aver letto la notizia dalla stampa locale”. Secondo il coordinatore “è stato un allarme lanciato in maniera prematura, perché prima di affermare cose di questo genere si devono fare le verifiche del caso e valutare quali siano le misure convenienti. Anche perché – aggiunge – pare che questa situazione derivi da quei famosi picchi di polveri sottili del mese di ottobre, quando ci fu un forte aumento delle sostanze inquinanti. Per un certo periodo anche in altre zone di Parma ci sono stati casi simili, precedentemente denunciati dal dott. Vescovi”. Nonostante questi dubbi il Comitato si è “attivato subito trasmettendo all’ufficio Partecipazione del Comune queste informazioni, ed essi hanno contattato subito tutti gli organi competenti del settore per fare le verifiche”.

Ad oggi, infatti, sono in corso le verifiche richieste e si attendono a breve i risultati da parte degli uffici di competenza dell’Ausl. Intanto la vicenda di via Martinella sarà affrontata anche in Consiglio comunale, a seguito dell’interrogazione presentata su richiesta dei residenti da Cristian Salzano, capogruppo di Effetto Parma, che chiede se esista denuncia della situazione e dati a conferma di quanto segnalato e il monitoraggio dell’area. Nessun monitoraggio particolare è infatti ancora stato avviato da parte di Arpae, (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente e dell’energia) che attende un’eventuale richiesta ufficiale da parte dell’amministrazione.

 

di Lara Boreri, Fabio Manis, Mattia Celio, Alice Grabriellini, Jacopo Orlo

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