Islam, eros e compromessi: vivere la sessualità da musulmani in Italia

I LIMITI DELLA FAMIGLIA O LE ABITUDINI DELLA SOCIETA' IN CUI SI VIVE?

I musulmani possono fare sesso? Che domande: l’Islam nel trattare il tema della sessualità è chiaro. Il sesso, sia per un uomo che per una donna, è fondamentale. A una sola condizione: che questi siano sposati. Avere rapporti sessuali prima del matrimonio è proibito, ma una volta sposati si ha la libertà di vivere la propria sessualità, senza che questa sia considerata solo come semplice atto di procreazione. Il piacere, soprattutto, è ritenuto fondamentale nella vita di coppia, ognuno dei due coniugi deve prendersi cura dei desideri dell’altro e impegnarsi affinché il rapporto sia piacevole per entrambi. Cosa ne pensano però i giovani musulmani cresciuti in Italia?
Lo abbiamo chiesto a 14 persone, donne e uomini tra i 17 e 39 anni, incontrando di persona tre ragazze e una mamma per approfondire la loro esperienza. Vista la delicatezza del tema, le chiameremo con nomi di fantasia.

main-qimg-0fa27c4692c57a1db33a2e0189186fb9-cASPETTARE IL MATRIMONIO, SI O NO? – Nove dei quattordici intervistati sono d’accordo con il principio dell’aspettare il matrimonio per avere rapporti sessuali.  “Sì – risponde uno di loro – in questo modo si dà valore all’atto sessuale aspettando di trovare veramente la persona giusta per farlo. Inoltre si limitano le malattie sessualmente trasmissibili che in genere colpiscono le persone in seguito a rapporti occasionali. Ed infine credo limiti l’abbandono dei neonati e gli aborti collegati alle gravidanze indesiderate.” La restante parte, invece, vuole vivere da subito la relazione anche sul piano sessuale: “Non sono d’accordo, almeno non totalmente: in principio questa regola venne creata, oltre che per motivi puramente spirituali, anche per prevenire due conseguenze di un rapporto sessuale fuori dal matrimonio: malattie infettive (nel caso di promiscuità sessuale), e figli illegittimi. Queste due problematiche sono ormai risolte, in aggiunta l’età del matrimonio è ampiamente aumentata rispetto ai tempi in cui si contestualizza il Corano.” Inoltre, i più drastici: “Questo tipo di pensiero nega il piacere sessuale, complica la sessualità reprimendola”.

L’EDUCAZIONE SESSUALE – “Nella mia famiglia non si parla di sesso. Avevo circa 12 anni quando ho scoperto cos’è, quando ci è stato spiegato a scuola” racconta Marika, una ragazza albanese. La maggior parte dei giovani musulmani cresciuti in Italia dichiara di non aver ricevuto un’educazione sessuale in famiglia e di aver imparato cos’è il sesso principalmente tra i banchi di scuola o tra i coetanei.
Per quale motivo però i genitori non ne parlano? Ranim, una mamma musulmana spiega: “Non ho parlato ai miei figli di sessualità perché ho pensato: ‘esattamente come noi abbiamo imparato gradualmente cosa fosse, a partire dalla scuola e poi principalmente dalle amiche che si erano sposate, anche i miei figli avrebbero imparato allo stesso modo’. Oggi poi anche il tipo di società rispetto ai miei tempi è un tipo di società più aperta, e anche internet ha facilitato l’apprendimento. Si impara un po’ dalla tv, un po’ dagli amici e se qualcuno ha un dubbio è diventato sufficiente cercare online.” Ogni tema che riguarda la sfera intima di una persona è considerato come qualcosa di cui è meglio non parlare esplicitamente. Non si parla soprattutto per imbarazzo. Così molti genitori, vista la natura del tema, preferiscono non parlare di sessualità coi propri figli, sicuri che poi impareranno da soli. E quando quelle poche volte se ne parla in famiglia lo si fa molto superficialmente e soprattutto per ricordare loro che non si può avere rapporti prima del matrimonio. Un giovane ragazzo musulmano racconta: “Mi venne aperto questo discorso due volte, in tutta la mia vita, dai miei genitori: quando mi dissero che era proibito e quando mio padre mi disse ‘se devi farlo (cosa che non dovresti) almeno sia protetto’. Molti giovani musulmani però sostengono che sia fondamentale parlare di sessualità in casa, e pure se a loro è mancata l’educazione in famiglia affermano ‘io con i miei figli ne parlerò’.”

IL PIACERE FEMMINILE – Il piacere femminile per l’Islam è importante tanto quanto quello maschile e anche la donna ha diritto a raggiungere l’orgasmo. Eppure per le società di molti Paesi musulmani il piacere femminile è messo spesso in secondo piano. “È tutta una questione culturale, non religiosa. Purtroppo nelle società arabe ha molto peso la cultura e viene seguita più della religione”, racconta Fatima una giovane ragazza siriana. Società ancora a forte impronta patriarcale, in cui la suddivisione sociale dei ruoli incide ancora sui diritti e sulla diversa libertà esistenti tra uomo e donna. Società in cui il sesso è ancora considerato un tema da uomini. Questo modo di pensare si rispecchia così anche nei diversi approcci all’educazione sessuale. “Ai maschi viene spiegato cosa sia la masturbazione e viene in un certo senso accettata seppur si tratti di illecito. Alla femmina non si accenna minimamente l’argomento come se non esistesse questa pratica, come se ci fosse proprio la paura a farle esplorare il proprio corpo” spiega Fatima. Non insegnare niente alle ragazze del proprio corpo e della sessualità è considerato un modo per proteggerle. Ma proteggerle da cosa? Dall’incorrere in gravidanze o malattie indesiderate, o più semplicemente dal perdere la verginità prima del matrimonio. La verginità va custodita e condivisa solo con il coniuge, e perdere la verginità fuori dal matrimonio per una donna musulmana equivale praticamente a perdere l’onore. Per questo motivo tutto quello che circonda il piacere femminile diventa ancora maggiormente un tabù.
Cosa ne pensa però una mamma musulmana di questo approccio? “Quello che sbagliano a fare alcuni genitori è quello di spaventare le ragazze invece che insegnare loro le cose. Creano in loro una paura nei confronti degli uomini dicendo loro: non lasciateli avvicinare, non lasciate che vi tocchino!” spiega Ranim. Questo genere di approccio però è negativo, poiché può portare le ragazze ad avere una visione distorta della sessualità, coltivando in loro una paura che si potrà riflettere poi anche nelle loro future relazioni.

Italy_Libya_XROM111877258_waCOM’E’ VIVERE IN UNA SOCIETA’ OCCIDENTALE DA MUSULMANO/A? – “E’ difficile perché se da un lato la nostra cultura vieta questo argomento, dall’altro lato quella occidentale conferisce ampia libertà, quindi tu non sai come bilanciarti. Sicuramente è difficile. Non puoi vivere in questa società senza avere conoscenze o senza avere amici maschi. Ci siamo sempre imposte un freno” racconta Miriam, una ragazza pakistana cresciuta in Italia. Dover vivere in una società occidentale con una cultura completamente diversa risulta essere spesso problematico, soprattutto per la costruzione dei rapporti interpersonali. Vivere quotidianamente a contatto con gli italiani, dovendo però rispettare un limite nei rapporti.
Come fare allora quando ti innamori di un italiano o un’italiana? Certamente è una questione non semplice per chi condivide il principio dell’Islam per cui è importante arrivare vergini al matrimonio. “Certo sono consapevole delle difficoltà che si trovano a vivere i miei figli qui – racconta Ranim -, non è facile per loro perché non riescono a vivere una vita araba al 100% né una italiana al 100%. Se si fidanzassero con degli italiani non ne sarei entusiasta, ma sicuramente non smetterebbero di essere i miei figli. Ogni genitore preferirebbe che il figlio si fidanzi con qualcuno del suo stesso Paese, per una questione di comprensione, di condivisione di valori e tradizioni comuni, di vicinanza più che altro.”
Spesso, così, non si tratta di ciò in cui si crede, ma della difficoltà a dover instaurare relazioni con chi ha dei principi diversi. “Talvolta può essere un problema, se uno pensa di aver trovato la persona giusta”. Anche perché è difficile scendere a compromessi su un aspetto fondamentale della persona come il sesso.

 

di Yara Al Zaitr

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*