Perchè è ancora lì? La storia del cantiere-vetrina in Piazza che vale 58mila euro di pubblicità al mese

PROROGA DEI LAVORI RICHIESTA FINO AL 2020, MA UNA MODIFICA AL REGOLAMENTO POTREBBE LIMITARE LA PUBBLICITA'

“Un colpo d’occhio che deturpa il contesto storico della città, proprio di fronte al Palazzo del municipio. Hanno messo anche i fari perché il cartellone sia ben visibile di notte”. Così Luciano, lettore di RepubblicaParma.it, definisce il cantiere che sovrasta Piazza Garibaldi, sul palazzo storico all’angolo tra via Cavour e strada della Repubblica divenuto da tempo vetrina pubblicitaria. E’ soltanto l’ultima segnalazione di una vicenda chiacchierata che ha suscitato lamentele e diversi interrogativi sui motivi del prolungarsi del cantiere in un punto così centrale, nel cuore della città.

LA STORIA – I lavori di manutenzione straordinaria del palazzo sono stati avviati nell’ormai lontano 2014, quando il proprietario dell’immobile, il notaio Pietro Nanni Fainardi, decise di rinnovare sia il tetto dell’edificio sia le due facciate esposte all’angolo tra via Cavour e strada Repubblica. Una ristrutturazione che sarebbe dovuta terminare a gennaio del 2016, ma che invece è ancora in corso nonostante il cantiere sembri apparentemente fermo.
Ciò che invece sul cantiere si muove, e vistosamente, sono le enormi pubblicità che a rotazione campeggiano sul maxi impianto a disposizione sull’impalcatura. 

COSTI E GUADAGNI PUBBLICITARI – Dai più rinomati marchi di gioielli o abbigliamento al settore energetico, sono state tantissime le affissioni pubblicitarie che hanno trovato spazio su questa vetrina d’eccezione. Una visibilità pagata cara. Secondo i costi da listino della ditta One, azienda milanese che ha in gestione lo spazio pubblicitario, l’affitto del maxi impianto da 200 mq totali per un mese di esposizione verrebbe a costare circa 58.000 euro +Iva, mentre per 15 giorni 34.000+ Iva. 
Cifre che, seppur oggetto di trattativa commerciale e quindi non sempre come da listino, lasciano immaginare gli introiti pubblicitari che il cantiere continua a cubare con il protrarsi dei lavori.
Ricavi a beneficio dei privati tra il proprietario dell’immobile e la ditta che ha in concessione la pubblicità. Non è stato possibile approfondire l’aspetto con la proprietà, ma c’è chi suggerisce che il guadagno dovrebbe ormai aver coperto i costi dell’impalcatura. A fornire il noleggio dei pontili del cantiere è l’impresa Grossi Edilizia che, contatta, non è stata disponibile a riferire ulteriori informazioni in merito e sull’accordo economico di concessione del ponteggio.

GLI ADDETTI AI LAVORI – Secondo l’opinione dell’ingegnere Alberto Del Grano, direttore del cantiere, lo stallo sarebbe dovuto non ai cospicui introiti ma principalmente alla storicità del palazzo, causa di continue interruzioni da parte della Sovrintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici. Quest’ultima, infatti, sarebbe estremamente scrupolosa soprattutto per l’aspetto relativo agli interventi decorativi delle due facciate, essendo esposte sulla principale piazza cittadina che collega le vie del centro storico, trafficato giorno e notte da migliaia di cittadini e turisti.
La sovrintendenza viene citata ancora dal geometra Enrico Bertolini, coordinatore della sicurezza sul cantiere, il quale ci informa del “necessario rallentamento”, e in certi casi blocco dei lavori, a causa di “aspetti architettonici che l’ente deve verificare e autorizzare”. Sempre secondo il geometra, però, le proroghe per posticipare la data di fine lavori – dichiarata per la fine di quest’anno dall’ing. Del Grano – sono già state presentate al Comune e dovrebbero essere in via d’accettazione. La procedura prevede che entro 30 giorni dalla data di presentazione lo sportello verifichi i requisiti e i presupposti richiesti dalla normativa per l’esecuzione dell’intervento. La proroga riporterebbe come nuovo termine di validità della scadenza dei lavori il 12/03/2020. Sorge il dubbio del perché sia stata richiesta fino al 2020 se il restauro dovrebbe essere completato, secondo gli addetti ai lavori, entro pochi mesi. Intanto sembra che rispetto alla previsione iniziale di spesa  di 500 mila euro circa, il budget col passare del tempo sia più che raddoppiato.

SUL FRONTE TRIBUTI – Stando alle informazioni fornite dall’assessore al Bilancio e alle Politiche Finanziarie e Tributarie del Comune, Marco Ferretti, il cantiere paga regolarmente le imposte pubblicitarie dovute secondo le leggi nazionali e non viola nessuna norma del regolamento comunale. Per quanto riguarda, invece, la tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap), ne viene pagata solo una parte, quella che riguarda la ‘proiezione a terra’, perché non ci sono piloni che occupano il suolo pubblico.

LA VOCE DI CHI E’ CONTRARIO – Tutto regolare e immutabile? No, qualcosa potrebbe cambiare. Alcuni consiglieri del gruppo di maggioranza Effetto Parma, infatti, si sono mossi per intervenire sulla vicenda giudicando “eccessiva” la durata del cantiere-vetrina collocato in pieno centro città. Se sul fronte della proroga ai lavori e del titolo edilizio tutto rispetta le normative vigenti senza possibilità di intervenire, la loro iniziativa, come spiegano i consiglieri, mira a ridurre l’interesse pubblicitario del cantiere. A seguito di un’analisi e di un raffronto con le città di Milano e Torino, è stata infatti presentata agli uffici comunali competenti dell’aspetto tributario una proposta di modifica al regolamento comunale che riguarda la pubblicità. Ad oggi la normativa prevede che l’esposizione pubblicitaria non possa durare più di 6 mesi. Non è però specificato se questo periodo si riferisca all’autorizzazione presentata dall’azienda che gestisce lo spazio pubblicitario o al singolo brand che affitta l’impianto ed espone in quel momento (per una durata molto limitata, visti i costi). Di conseguenza, non è difficile aggirare il regolamento presentando di volta in volta richieste di autorizzazione per brevi periodi e che rispettano tutti i parametri. Una prassi che di fatto trasforma il cantiere e l’impianto in questione in una vetrina pubblicitaria dai guadagni ghiotti a disposizione ben oltre ai 6 mesi previsti. Se la proposta di Effetto Parma venisse approvata, però, le cose potrebbero cambiare: “Specificando che i 6 mesi all’anno si riferiscono per il totale alla ditta che affitta lo spazio, si ridurrebbe l’interesse pubblicitario sul cantiere”, sottolinea il gruppo, ribadendo che l’intento di modifica al regolamento è quello di ridurre i tempi delle coperture dei palazzi in centro storico che possono essere generate da speculazioni economiche.

 

di Rebecca Muto, Lara Boreri, Giorgio Ogliari

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