“Né cemento né pista ciclabile”: Alinovi chiarisce sul Parco Fluviale

IL PARCO APRIRA' A UNO SCORCIO INEDITO SULLA CITTA', I LAVORI PER 'PARMA 2020'

 

Era il 2009 quando, per la prima volta, si parlava di un Parco fluviale tra i torrenti Parma e Baganza. Il piano operativo comunale a quel tempo aveva infatti destinato due milioni di metri quadri ed aree di verde pubblico per la realizzazione del progetto. Adesso, dopo ben 10 anni, potrebbe diventare realtà: il progetto è stato presentato in via preliminare.

Michele Alinovi

“Una grande opportunità per i cittadini di godere di questo ambiente naturale e migliorare il rapporto tra le persone e la natura”. È questo lo scopo del progetto del Parco Fluviale della Parma presentato in un’intervista dall’assessore ai Lavori pubblici Michele Alinovi che specifica di non voler dar ancora ancora alimento alle polemiche nate in queste settimane in città, ma di voler chiarire livello e dettagli del progetto attuale. 

Un parco della lunghezza di 2 km che sia “a minor impatto possibile” per “consolidare un percorso già esistente”, e migliorarne l’accessibilità e la sicurezza. Un parco fluviale, lungo il fianco ovest dell’alveo del torrente, consistente nella stabilizzazione del tratto attuale con un sentiero in terra battuta, senza alcuna cementificazione nè luci nè panchine e senza, di fatto, andare a modificarne radicalmente l’ecosistema. “Il torrente non deve essere visto solo come una minaccia – afferma Alinovi – ma deve arrivare a diventare un luogo di socialità” di cui i cittadini possano fruire nei mesi di bella stagione. “Il parco verrà infatti segnalato con appositi cartelli come chiuso durante il periodo invernale. – precisa l’assessore – Ma con l’arrivo della cassa d’espansione del Baganza potremmo aprire potenzialmente anche per tutto l’anno”

Parco fluviale di Pavia sul Ticino

Il progetto presentato prende a modello il Parco del Ticino di Pavia, con la speranza che esattamente come questo, possa godere di alcune importanti sponsorizzazioni, anche private per la sua manutenzione. Segno di un legame e un amore forte della città con il parco. E forse è proprio sulle sponsorizzazioni dei privati che anche l’amministrazione di Parma conta.

Il progetto preliminare a Parma vede la messa in sicurezza dei tre accessi ‘di fortuna’ già presenti, quello all’altezza del Ponte delle Nazioni, del Ponte Verdi e del Ponte Italia, più la creazione di un nuovo accesso vicino al Ponte Caprazucca, nei pressi delle scuole superiori. “L’intento – asserisce l’assessore – è che gli studenti stessi possano fruirne, è anche in loro che vediamo una risorsa”. L’intervento, secondo Alinovi, è funzionale alla tutela stessa di questa porzione di città, proprio perché fortemente antropizzata ma non regolamentata o tutelata come area naturalistica. Se si volesse realizzare un’oasi protetta, “bisognerebbe chiudere tutti gli accessi esistenti, anche quelli diretti delle case che si affacciano sul greto” specifica l’assessore che continua “il parco arriverà fino a dove le case hanno maggior pregio artistico e storico, oltre sarà lasciato allo stato attuale proprio per non voler impattare sull’ecosistema dell’alveo”.  

L’amministrazione ha messo a disposizione di questo progetto 700mila euro a quadro economico, in due anni, da disporsi in due mandati rispettivamente di 300 mila euro per il 2019 e 400 mila euro per il 2020. Il costo, “che potrebbe scendere- sottolinea Alinovi –non è così elevato se si pensa che solo per organizzare il Capodanno, che dura solo un giorno, si spendono 100 mila euro”. La manutenzione ordinaria avrà poi un costo di circa 20 mila euro l’anno che, nel caso di eventi alluvionali importanti, potrebbe arrivare a raddoppiarsi. Per quanto riguarda i tempi, la speranza è di poter iniziare i lavori nel 2020 (l’anno di Parma capitale italiana della cultura). E proprio pensando a Parma 2020, “il parco potrebbe far godere anche ai turisti di una prospettiva assolutamente unica e nuova della città”, con uno scorcio artistico sulla serie di ponti storici della città. “Vicino al Ponte delle Nazioni, inoltre, – continua l’assessore-  si potrà finalmente godere della vista di uno dei soli due muri farnesiani storici rimasti della città di Parma”.

Non vogliamo la grande opera pubblica” si difende l’assessore Alinovi, ma rendere fruibile a tutti qualcosa che è già enormemente utilizzato: disabili, aziani, genitori con passeggini, bambini, scolaresche che potranno svolgere attività semplici in questo parco. Quelle messe a disposizione “sono risorse ben spese nella misura in cui potranno cambiare la frequentazione di quell’ambito urbano. I cittadini potranno averne un grande beneficio in termini di fruizione, di rapporto con la natura, di rapporto tra parti di città”. 

Nella presentazione del progetto preliminare, “sono stati richiesti i pareri di tutti gli enti che per legge devono essere interpellati (Ausl, Aipo, Arpae e Sovrintendenza) e tutti quanti hanno restituito delle opinioni positive” chiarisce l’assessore. Ma forti critiche sono giunte dalle associazioni ambientaliste, che hanno recentemente messo nero su bianco le loro numerose argomentazioni per opporsi al progetto. Facendo partire anche una petizione che in pochi giorni aveva raccolto 500 firme.  Contestazioni che, comunque, troveranno voce in un approfondimento appositamente dedicato la prossima settimana su ParmAteneo.

Il progetto potrebbe essere messo alvoto dei cittadini con un referendum? L’assessore ne potrebbe valutare la possibilità, ma “solo quando avremo il progetto definitivo”.

L’assessore Alinovi, non volendo entrare nei dettagli sulla questione ‘critiche’, riferisce solo che “tutte le associazioni che adesso contestano il progetto erano già state contattate e incontrate prima dell’annuncio”.

di Daniele Gippetto

 

1 Commento su “Né cemento né pista ciclabile”: Alinovi chiarisce sul Parco Fluviale

  1. ADA Onlus, ENPA, FIAB, Italia nostra, Sodales, Parma nostra hanno saputo del Progetto dall’ articolo della Gazzetta di Parma del 15 dicembre scorso, a seguito del quale le associazioni hanno richiesto un incontro all’ Assessore Alinovi per essere informate. Lo studio di fattibilità è stato presentato alle associazioni il 22 gennaio, a seguito della richiesta. Non risponde quindi al vero che le associazioni sapessero e avessero espresso pareri prima di quella data.

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