Voi vi sentite parte di un gruppo?

NEL MONDO SIAMO CIRCA 7 MILIARDI DI PERSONE EPPURE CI SENTIAMO SOLI

L’idea è sempre e solo una e la sappiamo tutti, ce la dicono in tutte le lingue del mondo, partendo dal polacco con Bauman. Ci sentiamo parte di ‘niente’ e ci circondiamo del ‘vuoto’. La comunità è caduta in un vortice nero da cui non riesce e forse non riuscirà a risalire. Di chi è la colpa?

Nella società ‘liquida’ tutto viene messo in discussione: valori, sentimenti, antropologie, modi di produzione, comunità. La definizione del sociologo Bauman, ha segnato il modo di pensare e riflettere dell’Occidente degli ultimi vent’anni. Insomma, di fronte alla globalizzazione e a questa società moderna, o liquida, l’uomo in generale è sotto esame.

La storia ci insegna che lo sviluppo e la prosperità degli uomini, derivano dalla sua capacità di aggregarsi e di collaborare per il raggiungimento di un obiettivo comune. Fu così che  nacquero le tribù, le città-stato, le nazioni e gli imperi. Alla base di tutto ciò c’era un’organizzazione tanto semplice, quanto importante: la comunità.

Cos’è la comunità? Un insieme di persone unite tra di loro da rapporti sociali, linguistici, morali, vincoli organizzativi, interessi e consuetudini comuni. Ciò che va al di là della pura definizione linguistica, è il senso di comunità. Questo senso è andato perduto a causa del  diffondersi di un individualismo apatico, sostenuto dalla globalizzazione.

Oggi ci è rimasto addosso quel sentimento ‘freddo’ delle rivoluzioni industriali, dove l’unica cosa che importava, ed importa, era il prodotto e il consumo di esso. Basiamo la nostra vita a comprare, consumare, distogliamo lo sguardo da quello che ci fa sentire parte di qualcosa.

Vaghiamo senza mete, da soli, nella frenesia del traffico cittadino senza badare a quello che ci circonda, ma pensando “domani è un altro giorno”, e ripercorreremo la stessa strada per andare a lavoro.  L’unico sguardo che incroceremo sarà il nostro, riflesso su uno schermo.

Se non ci sarà una riscoperta dei nostri valori e una nuova coesione sociale, non ci potrà essere una comunità di intenti e pertanto non potrà esserci una comunità. E se non ci sarà una comunità, non ci potrà essere un futuro per noi europei. Colpa nostra? Forse non del tutto, ma sicuramente portiamo avanti quel senso comune di individui individualisti, senza voler aprire le nostre braccia e la mente agli altri. Perché solo insieme a loro formiamo una comunità.

di Giorgia Rossi

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