Parma: la crisi delle piccole attività

LE VETRINE VUOTE E I CALI DELLE BOTTEGHE

 

Tutto è iniziato con questo post:

L’articolo cui fa riferimento è ben argomentato nella versione cartacea, nella quale si parte da un’indagine condotta dall’Ascom a livello nazionale coinvolgendo alcune delle città italiane, tra cui la stessa Parma. L’Italia vede un calo del commercio al dettaglio e ambulante del 13% nel centro storico e del 10% nelle prime periferie, e la nostra città si mantiene entro i valori registrando un 10% nel primo caso e un 7,5% nel secondo. Il pezzo prosegue poi citando il Piano piccolo commercio 2018-2020 con cui, Comune e associazioni attinenti al commercio, s’impegnano a rivalutare 150 negozi sfitti del centro storico aiutando a finanziare le nuove attività anche attraverso cambiamenti circa la tassazione prevista.

Un quadro che ha del negativo ma che propone una ripresa in positivo, eppure, Margherita (proprietaria della “Drogheria Di Una Volta”) ha messo in luce una situazione non proprio propizia per chi decide di avviare una nuova attività. La sua è stata avviata circa un paio di anni fa e ha potuto realizzarla contando sull’aiuto dei suoi familiari, ma la strada per farsi conoscere è stata tutta in salita con investimenti economici sulla pagina Facebook e vano è stato il tentativo di ottenere un articolo sulla “Gazzetta di Parma” perché dopo aver preso contatti non è stato poi realizzato nulla.

Sia Margherita, sia Mattia, un altro giovane che nello stesso periodo ha avviato la sua caffetteria “Senti Senti Cafè”, lamentano la poca considerazione del giornale locale e ribadiscono la possibilità che si possa ricavare uno spazio per i commercianti parmigiani con piccole attività legate al territorio. Entrambi sostengono che creare articoli come quello citato nel post, il primo di una lunga serie, non aiuta a migliorare un quadro già di per sé sconfortante. Bisognerebbe cogliere l’opportunità per fare qualcosa di innovativo e valorizzare chi c’è e lotta per restare in campo e portare avanti i propri sogni e desideri.

Mattia crede fortemente nel potenziale di quello che verrà l’anno prossimo con Parma come Capitale della cultura, nella possibilità di avviare dei progetti che portino maggiori visibilità a tutti. La forza di volontà di questi due ragazzi si scontra violentemente con la realtà che li circonda, fatta di abitudini a un mondo che gira in un certo senso, al pensiero che nulla possa cambiare, al poco interesse di chi ormai ha una stabilità e diventa sordo ai problemi che lo circondano. Colpiscono le parole di Margherita quando racconta di una ragazza che aveva provato ad aprire un negozio di candele: nessuno, o forse pochissimi, si sono resi conto che c’era e altrettanti che avesse chiuso, una routine di aperture e fallimenti che passano senza rendersene conto.

Si sente tanto dire che i giovani devono essere sostenuti nei loro progetti, eppure lì fuori accade qualcosa di diverso. Non sono solo le istituzioni che dovrebbero favorire, l’appello è anche ai cittadini che siano più attenti a quanto li circonda. Il passaparola è il mezzo più potente per aiutare e aiutarsi, ma non basta: bisogna far arrivare forte il messaggio che le idee e i sogni devono essere ascoltate e appoggiate per diventare tangibili.

di Marzia Galasso

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