Parma Sound, la fotografia musicale di Andrea Puglia in mostra

L'esposizione di ritratti negli spazi di "Aot - Community art gallery" a Parma è un grido di speranza: "La musica sta solo aspettando una nuova occasione"

Andrea Puglia, fotografo e videomaker parmense propone “Parma Sound”, il suo ultimo progetto visibile fino al 4 settembre 2021 negli spazi di “Aot – community art gallery” in via Strada Nino Bixio 5. Un’esposizione dedicata ai lavoratori del mondo musicale che, con la pandemia da  Covid-19, hanno visto precludersi ogni evento e intrattenimento.

La mancanza di musica dal vivo, da cui sorge la domanda “come poter dare un palcoscenico a questi artisti?”, è stata la scintilla che ha fatto nascere l’idea. “Volevo far capire che la musica sta solo aspettando una nuova occasione” racconta Puglia, che spiega anche di avere iniziato il progetto partendo “prima dalle persone a me più vicine, poi tramite richieste e passaparola, arrivando ai musicisti e alle band che non conoscevo”, notando sempre “artisti e persone davvero appassionate e talentuose”.

Il progetto, come detto, nasce da riflessioni causate dalla pandemia e dalle restrizioni che ha portato. “La situazione provocata dal Covid-19 ha sicuramente complicato il nostro lavoro a livello artistico, ma credo abbia aperto anche tante porte e portato molti artisti ad indagare posti, persone e situazioni che prima passavano inosservate o non avevano l’importanza che hanno ora. – racconta Puglia – Ho visto tante foto e tanti progetti meravigliosi realizzati durante i lockdown. Ci ha obbligati a stare a “casa”. Ma cos’è per voi “casa”? È solo un immobile o è anche un gesto quotidiano? Una persona? Un profumo? Io credo che sia molto di più di quattro mura”.

“Parma Sound”, ritratti di artisti parmigiani

Semplificare è la parola d’ordine nella fotografia del giovane Puglia. I ritratti di questo progetto sono tutti in bianco e nero: il focus di “Parma Soud” sono sono i musicisti, la loro musica e le emozioni che trasmettono. “Viviamo in un mondo complicato e credo che il modo migliore per arrivare a qualche cosa sia semplificare il più possibile – commenta il fotografo – è questo il mio modo di pensare quando faccio fotografia, dritto al punto, senza distrazioni. A volte anche il colore può essere una distrazione e per questo ho optato per il b/w”.

Alcuni soggetti sono stati ripetuti per poter sperimentare diversi piani visivi e inquadrature utili a creare immagini forti, raccontando qualcosa di più sul musicista, ma rimanendo sempre nella fotografia di ritratto. “Per esempio, Giulia, grazie a quel tipo di inquadratura mostra la sua chitarra. È stato importante mostrarla per me perché è stata l’unica che ha deciso di portare il proprio strumento nel mio studio fotografico”.

Musica e fotografia: incontro di passioni

Per Andrea la musica da sempre ricopre un ruolo fondamentale ed è fonte di emozioni: “Ogni momento della vita può essere associato ad un immagine, ma anche ad un suono o ad una canzone”. Per Andrea Puglia, infatti, anche la musica è una passione personale: è il bassista degli Smokey Punch, una band pop punk di Parma che ha suonato in giro per il mondo, con tour negli Stati Uniti, in Messico, Russia, Europa.

Attualmente, Puglia è un libero professionista, si occupa di fotografia commerciale ed è appassionato di cinema; grazie ad un corso di regia può lavorare anche nel settore video, aziendali o musicali.

L’inizio della sua passione per la fotografia avviene durante le gite scolastiche alle scuole medie. “Fu terribile – racconta – All’epoca i genitori davano ai miei compagni le macchine fotografiche “usa e getta” che ti permettevano, anche se inesperto, di tornare a casa con un risultato dignitoso. Io invece avevo una vera e propria macchina fotografica, prestatami da mio zio. Tornai a casa con un rullo completamente inutilizzabile. Da lì però ho piano piano iniziato ad appassionarmi e studiare la macchina fotografica. Devo ringraziare mio zio e mio nonno che erano attrezzatissimi e mi hanno permesso di iniziare in modo professionale”.

Rivelazioni di un ritrattista

Andrea dice di essere sempre emotivamente colpito dai soggetti fotografati, spiegando che “il mio lavoro come ritrattista è saper raccontare le loro storie, tirare fuori quello che già hanno. Io non creo niente, cerco solo di portare alla luce quello che già c’è”. Il fine degli scatti è il racconto visuale, ovvero scrivere con la luce e descrivere il potere temporale che dispone la fotografia. “La fotografia ci riporta indietro a momenti e persone e perché no… anche in avanti”. Infatti, anche i prossimi progetti di Puglia verteranno sulla caratteristica temporale della fotografia.  “Mi piacerebbe provare a guardare in avanti, provare a portare dei soggetti in quello che potrebbe essere il loro futuro, dove si vedono da qui a qualche anno”, dichiara il fotografo, che si ispira ai grandi ritrattisti del nostro tempo, quali Richard Avedon, Platon, Annie Leibovitz.

Durante una sessione fotografica, Puglia spesso predilige la programmazione, in maniera da incastrare ogni fotografia utile per creare una identità chiara. Oltre la tecnica, è importante il contatto emozionale con il soggetto. “Nel momento dello scatto ci si lascia andare quando si parla di ritratto. In un’ora nel mio studio passiamo più o meno 40 minuti a parlare (che è la parte più importante dello scatto) e solo 20 minuti a scattare”, rivela Puglia che utilizza principalmente una camera digitale medio formato, per la precisione una PhaseOne, anche se ci svela che le camere analogiche sono sempre accese perché rappresentano il suo passato, da non scordare. “Non è con cosa si scatta che fa la fotografia, quanto piuttosto cosa si scatta: cioè il soggetto. Per me la tecnologia entra in gioco solo quando parliamo di cose tecniche, come può essere la stampa in grandi formati”.

Tre consigli di Andrea Puglia sulla fotografia

Concludendo, il bassista e ritrattista, indica tre consigli a chi vuole emergere come fotografo: “Prima cosa, semplificate! Fate foto semplici ovvero partite da chi vi sta intorno, dai vostri amici, parenti, ecc. Niente trucchi o altro. Non lasciate che sia la tecnologia a guidare le vostre fotografie, ma fate in modo che sia il contrario”.

“Secondo consiglio: stampate le foto! So che può essere costoso ma ci sono tante opzioni, anche economiche, per poterlo fare. La fotografia stampata dà un sapore diverso“.

“Terza cosa: non abbiate paura a mostrare il vostro lavoro. Non sempre sarà di livello professionale, ma saranno quei feedback a farvi migliorare. E’ sempre meglio farsi fare delle reviews” conclude Puglia.

di Jacopo Agnesini

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