Scienza e donne, stereotipi e ostacoli: Antonella Viola e Flavia Zucco al Festival della Parola

L’incontro dal titolo Scienza sostantivo femminile aveva al centro del dibattito le donne nella scienza e la difficoltà di sfondare il soffitto di cristallo

Lo scorso 29 giugno al secondo appuntamento della X edizione del Festival della Parola le due ospiti della serata, Flavia Zucco e Antonella Viola insieme alla moderatrice Chiara Allegri – direttrice del museo d’arte cinese etnografico di Parma e professoressa di marketing delle attività culturali all’Università di Brescia -, hanno raccontato com’è essere una donna nel mondo della scienza. Attraversando durante la serata tematiche quali: la cultura maschilista, gli stereotipi e la discriminazione nei confronti delle donne.

Flavia Zucco é stata la prima presidente dell’associazione “Donne e Scienza”, laureata in biologia e specializzata in tossicologia, ha avuto diversi incarichi a livello europeo e si è occupata di promozione della cultura di genere e delle pari opportunità.

Zucco ha spiegato alcune parole e modi di dire che definiscono gli ostacoli delle donne nel mondo del lavoro, ad esempio la definizione “pavimento appiccicoso” indica la difficoltà nel partire, come se non si riuscisse a staccarsi dal pavimento. Un’altra metafora utilizzata è la “condotta che perde” e si riferisce alla sparizione delle donne dal loro percorso scientifico per le difficoltà ad accedere a posti stabilizzati o ad occuparsi della famiglia. Infine il “tetto di cristallo” che fa riferimento a donne che non sono riuscite a raggiungere l’apice perché si sono scontrate con questo soffitto ancora difficilmente superabile.

Flavia Zucco (foto di Francesca Bocchia per Festival della Parola)

Antonella Viola è laureata in scienze biologiche e specializzata in immunologia, lavora all’Università di Padova ed è editorialista per il quotidiano “La Stampa”.

Nonostante i grandi passi avanti fatti dal mondo della scienza nei confronti delle donne, durante questo incontro sono stati evidenziati quelli che sono ancora alcuni dei problemi da affrontare per far sì che si raggiunga una parità di sesso all’interno degli ambiti scientifici. Il genere femminile è ancora tutt’oggi una minoranza. Le donne attraversano diverse difficoltà nel corso delle loro carriere, alcune di loro non riescono ad andare avanti con la loro professione e altre non riescono a trovare posti stabili e ad occuparsi della famiglia.

Ma il problema nasce ancor prima, spiega Zucco, all’università molte ragazze nonostante superino i test di ammissione scelgono di non iscriversi e rinunciare perché si sentono in un ambiente prevalentemente maschile, sia in termini di docenti che di colleghi. “Questo risulta essere non solo un problema di uguaglianza, ma anche di perdita di talenti che possono essere utili alla ricerca e al progresso. Le ragazze hanno bisogno di riconquistare la fiducia in sé stesse e di modelli da cui trarre ispirazione”.

Stereotipi e influenze nel nostro cervello: l’esperimento degli scacchi

Antonella Viola (foto di Francesca Bocchia per Festival della Parola)

Continua poi Viola parlando degli stereotipi e di come questi condizionano il funzionamento del nostro cervello. Con l’esempio di uno studio realizzato dalle psicologhe dell’Università di Padova dimostra come questi abbiano influenzato e influenzino tutt’oggi la nostra vita. L’esperimento era basato sullo stereotipo secondo il quale gli uomini siano più bravi a giocare a scacchi delle donne.

Hanno preso due gruppi di scacchisti, uno maschile e uno femminile, tutti dello stesso livello e li hanno messi a giocare l’uno contro l’altro attraverso un computer così che non sapessero contro chi stessero giocando. È risultato che il 50% delle volte vincessero gli uomini e il 50% le donne, ma nel momento in cui le donne hanno scoperto di giocare contro gli uomini i dati sono cambiati, e la vittoria è passata a 70% gli uomini e 30% le donne. Ciò non cambiava anche se una donna giocava contro un’altra donna pensando di giocare contro un uomo. Gli uomini continuavano a giocare bene, mentre le donne passavano sulla difensiva e non riuscivano a giocare al meglio delle loro potenzialità. Questo dimostra come gli stereotipi influenzano il pensiero delle donne a loro svantaggio, infatti la stessa situazione avviene nel momento in cui una ragazza dà un’esame per una materia ritenuta prettamente maschile. Lo stereotipo fa sì che questa vada in ansia e ritenendo di non essere in grado non dia il meglio di se stessa. Pensieri come questo pesano molto sulle ragazze e influenzano il loro percorso di studi e la carriera futura.

Allegri invita infine a riflettere sulle nostre azioni poiché sono queste a creare e portare avanti questo tipo di stereotipi, e nel momento in cui questi diventano statici e solidi entrano a far parte della cultura e della società rendendoli difficili poi da modificare. Zucco e Viola concludono la serata con una serie di parole importanti e d’ispirazione per il futuro. Fra queste troviamo il rispetto, essenziale per la convivenza civile e per la creazione di un dialogo, e la speranza, necessaria in questi ultimi tempi.

di Simona D’Alessandro

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*