Cittadini verso l’autodifesa? Più armi di libera vendita che richieste di porto

SCARSA PERCEZIONE DI SICUREZZA, IN REGIONE BOCCIATA LA PROPOSTA DI LEGGE 'ARMI FACILI' FIRMATA DALLA LEGA

PistoleDopo le stragi che quest’anno sono avvenute tra molte comunità degli Usa, anche le star di Hollywood sono scese in campo con il presidente Barack Obama per unirsi alla campagna lanciata per dire ‘stop alle armi’. Se Oltreoceano la questione è da sempre al centro dell’opinione pubblica, anche in Italia, dopo gli ultimi fatti di sangue, il tema delle armi da fuoco nelle mani dei cittadini è tornato al centro del dibattito politico.
Di quante armi dispongono gli italiani? Chi può autorizzarne il possesso e per quali usi?Secondo il sito Gunpolicy.org il numero totale stimato di armi (sia legali che illegali) detenute dai civili in Italia è 7 milioni e il Paese si trova al quindicesimo posto nella classifica mondiale che confronta il numero di pistole di proprietà privata in 178 paesi. Questo non significa certo licenza di uccidere, anzi. “La legislazione italiana è molto dura rispetto ad altri Paesi”, afferma il responsabile dell’Ufficio armi della Questura di Parma. Insomma, procurarsi il porto d’armi o la licenza di detenzione di armi non è così facile e a Parma non sono moltissime le persone che lo richiedono. Più uomini che donne, “la maggior parte per andare al poligono di tiro ma c’è sicuramente una componente psicologica nel sentirsi più sicuri a casa”, continua il responsabile della polizia.

PORTO E LICENZA DI DETENZIONE – La legge di riferimento è contenuta nel Testo unico di leggi sulla pubblica sicurezza e prevede la presentazione di un certificato medico da unire alla richiesta di porto. Ci sono varie tipologie di licenze e quelle maggiormente richieste sono per difesa personale, uso sportivo, caccia e collezione. Il porto d’armi per difesa personale permette di portare l’arma fuori dalla propria abitazione e ha validità di un anno, quello sportivo consente di esercitare il tiro a segno e il tiro a volo per un periodo di 6 anni, mentre quello venatorio autorizza l’uso del fucile solo durante la stagione di caccia. Un collezionista, invece, può detenere armi in numero superiore alla normalità (3 armi comuni da sparo e 6 classificate sportive) ma non può portarle fuori dalla propria abitazione, vale per armi fabbricate prima del 1890 e ha carattere permanente.
Ci sono anche alcuni tipi di strumenti di difesa, come lo spray al peperoncino o le armi ad aria compressa, che vengono definite ‘a libera vendita’ perché detengono una bassa capacità offensiva e possono essere acquistate senza alcun documento. Il costo varia dai 100 ai 500 euro e si vendono molto di più rispetto alle armi per le quali serve il porto, secondo quanto riferisce il commerciante dell’Armeria Stock House di via Padre Lino. “Ne vendo 70-80 l’anno, mentre armi con porto solo una cinquantina. Per lo più mi chiamano persone che vogliono cedere le armi, come cacciatori in pensione che, per evitare di sostenere la visita medica obbligatoria dopo i 70 anni che costa molto ed è difficile da passare, preferiscono distruggere o dare via i fucili – spiega -. In questo periodo tutti dicono che gli italiani si stanno armando ma io vedo l’esatto opposto”. L’armeria è frequentata più che altro da uomini: le donne cercano invece armi piccole e a libera vendita per difendersi o tenerle in casa.

LA PERCEZIONE DELLA SICUREZZA – Ma perchè decidere di dotarsi di un’arma? “Sicuramente i cittadini si sentono poco sicuri, servirebbe una maggior certezza della pena – spiega il responsabile della Questura -. Tuttavia se tutti si armassero e non ci fosse la mediazione del porto d’armi si creerebbe una situazione incontrollabile, sarebbe difficile verificare i soggetti”. Parere contrario hanno i commercianti di armi: “Se tutti potessimo portare armi saremmo più al sicuro. E poi chi non vuole un’arma non è obbligato ad averla. Io rispetto la scelta di chi non le vuole a non comprarle ma se a me piacciono le armi ho il diritto di comprarla”. Concordi invece sulla rigidità e l’efficacia dei controlli: “Anche la minima denuncia per schiamazzi e ti tolgono il porto d’armi. Devi essere una persona ineccepibile“.

Più armi per tutti sembra essere lo slogan della Lega Nord emiliana, che ha proposto una legge firmata da Fabio Rainieri, segretario regionale uscente del partito del Carroccio, mirata a snellire le pratiche che autorizzano ad ottenere il porto d’armi. Respinta già in Regione, secondo la Lega avrebbe dovuto aiutare i cittadini a sentirsi più al sicuro visto l’aumento della criminalità negli ultimi anni. Criminalità che, secondo i dati Istat del 2013, è calata del 12,8% nella città di Parma. La proposta della Lega prevedeva di inserire all’interno della legge l’autodifesa commessa in condizioni di “paura e concitazione”, al fine di aumentare la sfera d’azione della legittima difesa. Inoltre, mirava a ridurre i tempi burocratici ponendo il termine di 10 giorni sia per il rilascio del certificato medico che attesti la sanità mentale del richiedente il porto d’armi, sia per il rilascio del nulla osta da parte della Questura.

 

di Silvia Moranduzzo

1 Commento su Cittadini verso l’autodifesa? Più armi di libera vendita che richieste di porto

  1. “La legge è uguale per tutti” dice la costituzione…ma purtroppo è vero sempre meno soprattutto per le armi.
    È risaputo che per una licenza o nulla osta bisogna essere cittadini modello quindi mi chiedo…invece di reare categorie privilegiate per il porto per difesa personale (alcune categorie oltretutto senza nemmeno doverlo richiedere il porto e dover denunciare armi e munizioni) perché non creare un corso di sicurezza ben fatto per poter ottenere per chi lo desideri il porto per difesa personale, senza dimostrato bisogno (davvero contraddittorio) ma semplicemente a richiesta e soprattutto.con le dovute nozioni di sicurezza (cosa non fatta per gli attuali esistenti) cosi da non avere gente armata in giro ma incapace e inesperta.

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