Lampedusa e Thoreau, la tesi di laurea si fa libro: la collana ‘Traguardi’

IN PALATINA CON GLI IDEATORI E GLI AUTORI DEL PROGETTO DEL CORSO DI GIORNALISMO

Collage.Traguardi “I giovani sono sempre in cerca di nuovi traguardi”. Apre così Annamaria Cavalli, docente e presidente del corso di laurea magistrale in Giornalismo e cultura editoriale dell’Università di Parma, la presentazione della collana ‘Traguardi’ alla Biblioteca Palatina dello scorso 26 novembre. Il progetto, edito dalla storica casa editrice parmigiana Battei, prevede la pubblicazione di alcune tra le tesi di laurea degli studenti del corso, le migliori per forma, contenuto e originalità.
Duplice l’intento che ha dato il via alla collana: da una parte selezionare elaborati che si distinguono dalla classica tesi anche per una solida competenza linguistica e un valore della scrittura che fanno sì che il testo, una volta vagliato dal comitato scientifico appositamente costituito, possa essere letto “come un romanzo” anche da un pubblico più generalista; dall’altra parte un’importante occasione data agli studenti per concludere il percorso universitario con una pubblicazione già ‘in tasca’ che dia un valore aggiunto al loro curriculum.
L’incontro per presentare i primi due volumi di ‘Traguardi’ ha visto la partecipazione dell’editore Antonio Battei, del docente di Sociologia del giornalismo Alessandro Bosi, del giornalista e docente di Giornalismo laboratoriale Maurizio Chierici e di Marco Deriu, docente di Sociologia della comunicazione politica. Accanto ai professori, nella sala Petitot, si sono seduti i primi due autori della collana: Fabio Manenti con ‘Cristo si è fermato a Lampedusa. Allah è solamente sbarcato’, e Valentina Riva con ‘Henry David Thoreau e le radici del pensiero critico’.

La tesi di Fabio Manenti, libro edito da Battei UniversitàIl primo testo è presentato dal professor Chierici, relatore della tesi, come un’ “inchiesta orizzontale” dove si incontra la gente per viverla e raccontarne le voci. “E’ quello che ha fatto Manenti andando a Lampedusa – spiega il docente -. Ascoltando i racconti e leggendo il libro, si scopre che le ansie delle persone e questo vivere isolati piano piano impressiona anche l’autore”, che diventa sempre più partecipe delle storie man mano che si immerge nella loro realtà.  A spiegare il perché di tale approccio è lo stesso autore: “Il giornalista non deve mai fermarsi a metà della notizia, ma è necessario anche ascoltare tutte le parti, capire come stanno veramente le cose. L’unico modo per capire Lampedusa – spiega – era andarci”. Così l’autore ha scoperto il lato dell’isola su cui non si soffermano i mass media, che tendono invece a mostrare sbarchi, barconi e naufraghi quando scatta l’emergenza immigrazione.
“C’è anche la Lampedusa della gente del posto – continua – che d’inverno non ha il turismo, non ha lavoro, non ha tante altre cose che in Italia dovrebbero essere normali: un ospedale, una scuola integra”. Se c’è bisogno di un medico specialista bisogna spostarsi, prendere una nave o un aereo e andare a Palermo. “Se ti sei rotto un braccio e non sei grave – spiega – devi aspettare il radiologo che viene sull’isola solo tot ore alla settimana. Se invece scopri di essere malato di cancro, non ci si può curare sull’isola. Se puoi parti, vendi la casa, altrimenti aspetti di morire”. Tra i problemi che l’autore ha registrato durante il suo viaggio a Lampedusa, ci sono anche le tasse più alte d’Italia in quanto al costo del petrolio, che alimenta la centrale termoelettrica, si sommano le spese del trasportalo sull’isola.
A tutto questo si aggiunge l’emergenza immigrazione, a cui Manenti si è avvicinato muovendosi nel centro di accoglienza e nel porto. “Andando a Lampedusa ho scoperto un mondo – prosegue l’autore – che ho avuto il piacere e il dovere di raccontare e di denunciare. E proprio per questo il racconto mostra il volto del narratore, perché è impossibile non essere partecipi. E in questo modo – conclude – cerchi di rendere partecipe anche il lettore”.

1508569_1571821983030104_7014293384747411614_nIl libro di Valentina Riva, invece, è una indagine interpretativa sull’opera di Thoreau, autore statunitense della prima metà dell’Ottocento, che scava nella disobbedienza civile, nell’ecologia e nella critica al consumismo. Tre temi di grande attualità, già esplorati e anticipati dall’intellettuale e analizzati, come afferma il relatore della tesi Marco Deriu, “con grande passione, metodo, rigore e competenza da Valentina, che ha saputo cogliere anche la peculiarità dello scrittore, ovvero il ritorno alla ‘wildness’, la natura, come chiave per ricostruire il triplice rapporto tra l’individuo, l’ambiente e la comunità”. Il libro dell’autrice, continua il professore, “vuole obbligare il lettore a una riflessione più complessa”.
Pochissimi autori – esordisce Riva – ti cambiano la vita come Thoreau ha cambiato la mia, il mio modo di vedere e di pensare. Quello che mi ha affascinato da subito – continua l’autrice – è stato il racconto di due anni vissuti in una capanna costruita sul lago. E mi sono chiesta perché un ragazzo di trent’anni decide di lasciare tutto, il suo circolo intellettuale, le due sorelle e il padre?”
L’autrice si sofferma sulle motivazioni del Thoreau uomo e letterato, che sentiva “soffocante” il rapporto con gli altri scrittori del circolo, in particolare quello con Ralph Waldo Emerson, il quale fin da subito lo aveva designato come proprio “discepolo”. Dall’altra parte mette in luce una delle questioni socio-ecologiche fondamentali, ancora oggi dibattute: “La natura è importante perché ne abbiamo bisogno o perché la riconosciamo in quanto tale?”. Continua poi sul tema della disobbedienza civile, che costò all’autore la sua reclusione in carcere. “Devo pagare le tasse? In quale misura? Perché devo pagare le tasse a un governo che mantiene milioni di cittadini, rendendoli schiavi? Perché devo pagare le tasse per finanziare una guerra? Io la tassa non la pago”. La riflessione va avanti con la critica al consumismo, altrettanto attuale, ponendo l’accento sul riconoscimento continuo con l’Altro. “Stiamo attenti a razionalizzare le nostre esigenze – spiega – perché al soddisfacimento del nostro bene, corrisponde l’indigenza di qualcun altro”. Temi e radici di un pensiero critico di estrema attualità che il testo sviscera nelle più profonde tensioni. Thoreau infatti, come spiega l’autrice, non dà mai delle risposte, ma pone delle domande, spingendo il proprio lettore a un continuo sforzo critico.

“I due libri – interviene il giornalista Chierici – danno un grande ottimismo, perché i due autori, con situazioni diverse, con protagonisti diversi, sono sempre dalla parte della gente e mai delle teorie”.
Un obiettivo importante, la collana ‘Traguardi’, che dimostra l’attenzione e la “responsabilità” con cui i docenti sottolineano di dedicarsi alle tesi di laurea dei propri studenti, smentendo alcune voci di corridoio su una certa indifferenza dei relatori, talvolta “distratti” e che “nemmeno le leggono le tesi”. Ma il professor Bosi, ideatore del progetto, sostiene che “questa è la prova che non è così”.  “Quest’anno – sottolinea – sono state selezionate tre tesi su una cinquantina tra quelle discusse”. Ai primi due testi editi si aggiungerà infatti presto quello di Beppe Facchini: una tesi già discussa lo scorso anno sulla biografia dell’ex sindaco di Parma, Elvio Ubaldi, mancato lo scorso ottobre.

 

APPELLO ALLA CITTA’ E ALLE ISTITUZIONI – Con ‘Traguardi’ si vuole dare un messaggio ben preciso agli studenti del corso di Giornalismo, mostrando un impegno particolare dei docenti nella scelta dei lavori di cui viene premiata la qualità. Ma proprio dai docenti arriva il rammarico per il mancato sostegno che la collana, a un anno dall’esordio, non ha ancora ricevuto dalla città e dalle istituzioni. “Perché questo non lo si capisce?”, s’interroga Bosi . “L’Università potrebbe rinunciare alle tasse che sono state pagate da questi studenti e usarle per sostenere la pubblicazione, fin qui a carico unicamente di Battei, e diffondere i loro libri. La pubblicazione è importante per far conoscere il libro anche alle altre Università, per farlo conoscere in Italia, e promuovere questa iniziativa in altre sedi universitarie. Il lavoro culturale e scientifico di giovani meritevoli: ma se non ne capisce il valore l’Università e le banche, se non lo capiscono i cittadini di Parma, chi può capirlo?

 

di Andrea Francesca Franzini, Francesca Gatti, Francesca Matta

1 Commento su Lampedusa e Thoreau, la tesi di laurea si fa libro: la collana ‘Traguardi’

  1. Complimenti ai due autori e a chi ha pensato e sostenuto questa iniziativa..un bellissimo TRAGUARDO per studenti ed Ateneo!

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