Laurea online o in presenza? Pro e contro degli studenti

IL COVID METTE ANCORA A RISCHIO LA DISCUSSIONE DI LAUREA IN PRESENZA

Le lezioni a scuola sono iniziate lunedì 14 settembre ma non è ancora ben definita la sorte dei poveri universitari. Lezioni online, in presenza, con prenotazione, miste… le possibilità sono infinite e variano da ateneo ad ateneo.

Il pensiero di molti studenti è però uno solo: ma la laurea? Si parte da una singola certezza: la discussione di laurea mista non si può fare. I canonici 20 minuti di ‘tortura’ – l’addio in grande stile al percorso di studi – non si possono fare per il 50% online e l’altro 50% in presenza.

Quale la modalità di svolgimento più corretta per valorizzare al meglio il traguardo accademico raggiunto? Così come i negazionisti del Covid, esistono i puristi della discussione in presenza: “Si ha un maggiore coinvolgimento emotivo” sostengono i più tradizionalisti.

IN PRESENZA O GUAI – Quando ci si iscrive ad un qualsiasi corso di laurea ci si pone un solo obiettivo: finire prima possibile, in tempo magari (un sogno difficile ma realizzabile) e raggiungendo la soddisfazione, personale, di ottenere un voto alto.

Ci si è messi in gioco, tanto vale provarci in ogni modo. Chiunque sia già in possesso di una laurea triennale – religiosamente e rigorosamente conseguita entro febbraio 2020 – può confermare che la discussione in presenza è la più sentita. L’ansia di molti, la voglia di fare l’ennesimo capolavoro orale (che Platone, Aristotele e Cicerone levatevi proprio) ha sempre la meglio. Insomma, chiudere in grande stile al termine di tre o due anni di sofferenze, sacrifici, caffè in ogni dove e tante imprecazioni è il sogno, non utopistico, dei più. Bisogna essere onesti con noi stessi… un’imprecazione pensando all’università l’abbiamo cacciata tutti.

Arrivare completamente tirati a lucido fa riflettere e capire il traguardo raggiunto. Anche vedere il/la collega, che veniva a tutte le lezioni praticamente in tuta, in abiti eleganti coordinati da una curatissima scelta di scarpe fa assolutamente capire che si è giunti all’ambito traguardo.

Terminato il parto di 20 minuti – comunemente detta discussione -, nasce una bellissima pargola chiamata… Laurea. Scusate se è poco. Alla fine ci si lascia andare ai festeggiamenti più sentiti: vale tutto. Saluti e foto di rito, una mangiata a spese dei familiari, bere, ringraziare le divinità tanto insultate durante gli anni e vedere come potrà finire la serata. Insomma, la laurea in presenza ha una serie di tradizioni da rispettare. Il venire meno di qualcosa potrebbe, giustamente, far arrabbiare o dispiacere lo studente nel suo più glorioso giorno.

I laureandi certamente capiscono la situazione, non senza rammarico. Ci dice Alessia: “Per me è una soluzione di emergenza visti i tempi passati di recente, ma dal vivo sarebbe un’altra cosa”. Interessante poi il pensiero di Amedeo, studente che si dovrebbe laureare tra dicembre e marzo: “Non poter fare la discussione in presenza, come mi era successo in triennale, mi pesa. Collego il momento della discussione ad una situazione di stress, ma collettiva e piacevole. Si è tesi ed è un sentimento che accomuna tutti. Rappresenta un rito di passaggio“. Si perdono i momenti chiave della giornata, ribadisce lo studente: “Se potrò, chiederò di farla live. È un momento unico, ma la sicurezza di tutti è comunque la priorità“.

ONLINE, IL RISULTATO È UGUALE – Altri non hanno pretese o particolari esigenze. Finire e far passare il prima possibile lo scoglio dei cinque/sei gufi (ovvero i professori incaricati, non se la prendano) che ascoltano minuziosamente l’ennesima probabile figura di m***a è l’unico obiettivo che viene in mente. “Le grandi squadre sanno soffrire” diceva Massimiliano Allegri, ex allenatore della Juventus. Ecco, per gli studenti – non modello – vale un altro mantra: “Bisogna soffrire e basta”.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi della discussione di laurea online?

Partiamo dagli svantaggi: l’aspetto umano viene meno. Ci sono meno presenti. Nessuno può fisicamente dare la carica prima della ‘battaglia finale’, nessuno può cantare i più classici, e volgari, coretti all’uscita dall’aula della discussione della tesi. Non ci saranno nemmeno i litri di beveroni da assaggiare, tanto meno ci saranno le immancabili paste e pizzette da dividere tra i più fortunati. Non ci sarà l’amico che non si mette la camicia nemmeno per soldi ma che, per celebrare la tua occasione, farà lo sforzo e proverà ad omologarsi ai presenti. Insomma, mancherebbero molte cose. Quasi tutto.

Una cosa sicuramente non mancherà, però: la bellissima bambina appena nata. La laurea, seppur virtuale, verrà via con voi. Insomma, l’obiettivo è raggiunto: missione completata. Non è la stessa cosa direte voi, ma anche nello sport, come nella vita, non trionfa sempre il bello: si premiano la costanza e l’adattamento. Quindi per i comuni mortali studenti, la laurea online non è un problema o uno ostacolo. Anzi, è l’ennesima dimostrazione che ci si può abituare a tutto…da bravi studenti universitari.

I Pro: sono innumerevoli. Sicuramente il non avere persone intorno un po’ fa piacere. Piace anche il poter fare tutto dalla propria camera, con un computer, togliendo l’audio – di proposito – per poter urlare qualche parolaccia. Si hanno le persone più care vicine, senza assembramenti di sorta, che supportano e spronano. Si potrà, soprattutto, laurearsi in ciabatte: una chicca di livello per gli studenti più spartani. Giacca, cravatta, camicia minuziosamente scelta, capelli in ordine, pantaloni abbinati (i più temerari opteranno per le mutande) e pantofole. Un sogno che si avvera. L’ennesima dimostrazione per chi, in Università, si sentiva a casa.

“E’ sicuramente più ‘comoda’ per i familiari stretti e per lo stesso laureando – in termini di spostamenti, spazi” dicono all’unisono due futuri laureandi. Non tutti sono disperati, insomma. Secondo altri è anche il metodo migliore per evitare ritardi e allungamento dei tempi per studenti che possono entrare nel mondo del lavoro.

Certo è che un sassolino nella scarpa è rimasto agli studenti: “Erano aperte le discoteche, non capisco perché non si possa aprire una classe dell’università e suddividerla in più zone con il distanziamento e le mascherine”, dice un laureando. La polemica inerente le discoteche è quel fattore che accomuna un po’ tutti: perchè si poteva andare a far serata e non si dovrebbe invece festeggiare, in presenza e con poche persone, un avvenimento così importante come quello della laurea?

di Alessandro Borasio

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