Scatti di una realtà surreale

Un fermo immagine su tutto ciò che il Covid-19 ha portato con sé

Il Covid-19 è entrato nelle nostre vite e sembra non abbia intenzione di andarsene. Inizialmente silente, il nemico invisibile, costellato come una corona, ha manifestato la sua violenza sempre di più con il passare del tempo. Ha portato con sé tristezza, solitudine e tante morti, ci ha allontanato dai nostri cari, dai nostri amici, ci ha posto davanti sfide che mai avremmo pensato di affrontare e ha portato allo strenuo delle forze il sistema sanitario.

D’altra parte ha messo il mondo in pausa, ha interrotto la nostra vita frenetica e ci ha donato tempo prezioso da dedicare alla nostra famiglia, ci ha reso più responsabili (si spera), ci ha portato ad apprezzare le piccole cose e soprattutto ci ha ricordato che non esistiamo al mondo come singoli individui, ma come parte di una comunità.

Con queste foto abbiamo voluto rappresentare tutto questo: le sfide a cui ci siamo sottoposti, le emozioni che ci hanno travolto, le abitudini diventate parte della nostra quotidianità. Ecco come il Covid-19 ha cambiato la nostra quotidianità.

di Silvia Giordano

«L’unione fa la forza»

Fin da subito i cittadini sono stati chiamati a collaborare e il senso di appartenenza ad un unico grande Paese si è manifestato con la comparsa di tante bandiere italiane sui balconi. Gli italiani mandano un messaggio forte e chiaro: ‘L’unione fa (dà) la forza’.

di Daniele Leonardi

«Post-it dal futuro»

“Vi scrivo dall’Italia, il che significa che vi scrivo dal futuro accelerato della pandemia”: inizia così la lettera della scrittrice Francesca Melandri che ha fatto il giro del mondo.

di Daniele Leonardi

«Andrà tutto bene»

Bandiere, canti, inni nazionali: a marzo un popolo intero si è affacciato dai balconi delle proprie case per stringersi insieme, per riabbracciarsi a distanza. Sembrano lontani quei ricordi, eppure sono passati solo pochi mesi. Torneremo a cantare sui balconi? Dipende da noi e dalla nostra capacità di rispettare le regole.

di Camilla Ardissone

«Aperitivo homemade»

Una delle abitudini che più caratterizza la nuova quotidianità è senza dubbio la corsa ai fornelli: pizza, torte, pasta fatta in casa. Gli italiani hanno sperimentato di tutto. Non poteva quindi essere dimenticato uno dei momenti della convivialità più amati, l’aperitivo. Cocktail e stuzzichini disposti in tavola rievocano i momenti condivisi al bar. Dopotutto, se si può preparare una pizza, perchè non uno Spritz?

di Camilla Ardissone

«Nuove abitudini»

“Stay negative (please!), come in and have your take-away coffee!”. Il caffè diventa tassativamente take-away. Un modo strano di bere il caffè per gli italiani, avvezzi a questo rituale consumato comodamente al bancone o al tavolo, tra una chiacchiera e l’altra. Un modo nuovo di bere il caffè, e continuare a sostenere le attività colpite dalle restrizioni.

di Silvia Giordano

«Socialità ai tempi del Covid»

La tecnologia ha fatto da padrona in questa pandemia e in un certo senso -anche se a pensarci pare triste- ci ha salvato dalla solitudine. Si è ridotto tutto ad un click e ad uno schermo. L’unico modo che abbiamo avuto per non sentirci soli è stato videochiamarci. Non importavano le immagini sfocate e la connessioni poco stabili, l’importante era tenersi in contatto.

di Xhesara Hasrami

«Baciarsi in sicurezza»

Un bacio: azione così semplice, scambio d’affetto così comune, intimo e personale. Cosa saresti disposto a fare in tempo di emergenza sanitaria pur di non rinunciare al bacio della persona che ami?

 

di Anna Barbieri

«Silenzio»

Non c’è niente intorno a me, solo il silenzio. Un silenzio assordante che sa parlare più di mille parole. Decido di fermarmi e ascoltarlo. Racconta la storia del suo piccolo paese: anche lui, purtroppo, non è riuscito a scappare da questa pandemia. La narra attraverso le sedie vuote del bar, che solo poco tempo fa erano popolate da giovani e anziani, oppure ci narra questa triste storia attraverso le strade vuote del borgo dalla quale provenivano voci e risate di abitanti e turisti. Così ho deciso di immortalare questo assordante silenzio, con la speranza che esso riesca a raccontarvi più di quanto  farebbero mille parole.

di Anna Baribieri

«Regole»

Una parola che può salvare tante vite. Queste cinque lettere sono entrate in modo prepotente nella nostra quotidianità. Siamo circondati da restrizione che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Anche la Chiesa non è rimasta immune alla pandemia e alle regole che si è portata dietro. Nessuna acquasantiera, ci si igenizza le mani e frettolosamente ci si va a sedere. Al termine della celebrazione distanziati e con i volti coperti dalle mascherine ci si saluta. Solo gli occhi rimangono scoperti, sono loro che parlano.

di Camilla Ardissone

«Siamo saturi»

Tenere monitorata la saturazione dell’ossigeno è un’ossessione: ci spaventa il fatto che un semplice colpo di tosse possa indicare una respirazione inadeguata, che potrebbe corrispondere alla presenza del Covid-19 nel nostro organismo. Ma c’è un altro livello di saturazione che abbiamo ampiamente raggiunto e anche superato, ed è quello della sopportazione per questa situazione. Dal medico, al barista, allo studente, al calzolaio, tutti non aspettano altro che poter tornare a momenti di incommensurabile libertà.

di Elisa Ceruti

«Come le foglie»

Ormai siamo abituati a vedere la mascherina e gli altri strumenti di protezione individuale in ogni dove; non solo vengono indossati dalle persone, a volte infatti si perdono per strada e si confondono con l’ambiente circostante. Ormai non ci stupiamo più se li vediamo.  La mascherina tra le foglie autunnali cadute, come parte di esse, come parte della nostra nuova normalità.

di Silvia Giordano

«Piccoli gesti»

Questa pandemia ci ha cambiati, ha cambiato il nostro modo di approcciarci con le persone, ha cambiato il nostro modo giovanile di vivere il sabato sera, ha cambiato persino l’assetto della nostra borsa nella quale adesso non possono mancare amuchina e mascherina. E il piccolo gesto di aggiustare la mascherina della persona che amiamo diventa normale, un nuovo gesto di protezione e amore. 

di Elisa Ceruti

«Nessun ostacolo è invalicabile»

Questo muro rappresenta un ostacolo alla nostra libertà, è come un simbolo del lockdown che ci ha costretto a stare in casa al fine di tutelare noi stessi e gli altri. Il colore del muro è il verde che rappresenta la speranza, perché ogni ostacolo si può superare, non importa quanto sia difficile, noi ce la faremo ad uscire da questa pandemia.

di Xhesara Hasrami

«Natale con i tuoi… parenti stretti»

Chiudi gli occhi e immagina il Natale tradizionale: tutti i parenti riuniti, il cenone della vigilia, il pranzo di Natale. I regali, le risate, la tombola, i giochi di carte. Cos’è il Natale? È possibile vivere tutto questo solo con i “parenti stretti”? Il Natale è minacciato, e una delle poche cose che ci resta da fare è sperare, sperare in un miglioramento della situazione, in un “miracolo natalizio” che ci possa permettere di vivere la magia della festività nonostante la pandemia.

di Anna Barbieri, Silvia Giordano, Daniele Leonardi, Xhesara Hasrami, Elisa Ceruti e Camilla Ardissone

 

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