EROI: la community che mette in rete l’innovazione

Promossa dalla Regione Emilia Romagna, la piattaforma permette di lanciare "sfide" tra i professionisti che si incontrano per mettere a punto progetti e idee

EROI emilia romagna
L’innovazione è più semplice se si fa insieme. E’ con questo spirito che è nata la piattaforma della Regione, EROIEmilia Romagna Open Innovation. La soluzione per chi cerca opportunità per realizzare nuovi progetti è stata creata da ART-ER Attrattività Ricerca Territorio, la Società Consortile dell’Emilia Romagna.

Si tratta di una comunità digitale che vuole condividere quotidianamente idee, grazie a persone interessate ad interagire e a trovare partner di progetto. La piattaforma si rivolge infatti a professionisti e organizzazioni che cercano soluzioni al proprio fabbisogno tecnologico, di business e relazionaleIl suo utilizzo è totalmente gratuito in tutte le sezioni.

EROI vuole quindi essere uno strumento che favorisce la collaborazione tramite logiche digitali lanciando “sfide”, al fine di proporre e trovare competenze specifiche, rimanere aggiornati sui trend tecnologici e promuovere iniziative legate all’innovazione.

Come nasce EROI

La piattaforma regionale, che ha raggiunto quota 2.000 iscritti, è stata avviata a giugno 2019. Nel progetto sono state coinvolte imprese e centri d’innovazione.

Piergiorgio Iacobelli, community manager della piattaforma Open Innovation, spiega il ruolo centrale della Regione Emilia Romagna, principale ideatrice di EROI. Scopo dell’iniziativa quello di favorire nuove forme di collaborazione tra soggetti appartenenti a categorie differenti (pubblico, privato, terzo settore) per trovare soluzioni a problemi complessi e soddisfare il crescente bisogno di innovazione sociale.

Protagonisti del progetto sono le Associazioni Clust-ER, sette associazioni tematiche che mettono in contatto ricerca e alta formazione, e i dieci Tecnopoli dell’Emilia Romagna, cofinanziati dai Fondi europei Por Fesr. Situato anche all’interno del Campus universitario, il Tecnopolo dell’Università di Parma offre l’accesso a sette laboratori di ricerca industriale, con strumentazioni all’avanguardia che mettono a disposizione servizi di trasferimento tecnologico per supportare le imprese nei loro progetti di innovazione.

 


Gli attori della piattaforma

Attraverso il lancio di sfide si cerca di mettere in contatto i vari protagonisti della piattaforma. Gli attori del progetto sono, nel dettaglio, imprenditori senior (8%), startupper (5%), ricercatori (19%), liberi professionisti e freelance (25%), dipendenti impegnati in varie tipologie di organizzazioni pubbliche e private (43%).

Tra le varie figure c’è quella del community manager, da contattare in caso di necessità e che supervisiona tutte le attività, quella del mentor, creata non solo per la validazione dei contenuti e dei profili creati, ma anche per seguire ciascun iscritto nelle attività che svolgerà sulla piattaforma. Ed infine l’animatore, che guida gli “eroi” nella ricerca delle migliori soluzioni alle loro sfide d’innovazione.

Come funziona

L’iscrizione alla piattaforma segue una procedura molto semplice, attraverso la quale è possibile selezionare le varie aree tematiche, in modo da personalizzare  il proprio profilo e ricevere le informazioni che si ritengono personalmente più rilevanti. La suddivisione in aree di interesse tiene aggiornati gli “eroi” sulle news e gli appuntamenti in programma.

“Un aspetto molto interessante – afferma Iacobelli –  è che la piattaforma dal punto di vista informatico gira su un software open source, già utilizzato dalla regione Lombardia, personalizzato in base alle esigenze della Regione Emilia Romagna”.

Tra le varie sezioni del sito, c’è anche quella dedicata ai sondaggi, alle sfide d’innovazione e alle storie. In quest’ultima, infine, è possibile visualizzare le buone pratiche di collaborazione tra gli EROI.

Le sfide d’Innovazione

Numerosi ricercatori e startup hanno lanciato le loro sfide d’innovazione sulla piattaforma: si tratta di progetti di economia circolare per il recupero degli scarti di produzione, per lo sviluppo di nuove applicazioni nel settore digitale, nonché della ricerca di soluzioni innovative in ambito agricolo e della bioedilizia.

Piergiorgio Iacobelli spiega alcune delle sfide lanciate su EROI, evidenziando come “una sfida accattivante possa avere un riscontro e una partecipazione maggiori in termini di soluzioni proposte”. Un esempio di sfida è quello lanciato da un’impresa laziale che si sta affermando nella produzione di luppolo idroponico. L’obiettivo principale è quello di sostenere un processo di economia circolare basato sul riutilizzo degli scarti ottenuti dalla lavorazione, dal momento che possono rappresentare l’input per nuovi prodotti sostenibili ed economicamente vantaggiosi.

Un altro esempio è rappresentato da una società di bioedilizia che ha sviluppato un nuovo impianto di riscaldamento e raffrescamento ecosostenibile, a minimo impatto ambientale e realizzato con materiali naturali. Questo sistema riprende una modalità utilizzata già in epoca romana rendendola innovativa e garantendo il risparmio energetico e la salubrità degli ambienti.

Ma anche un’azienda leader nella produzione di capsule per caffè ecocompatibili, che ha lanciato una sfida per la ricerca di nuovi materiali per soddisfare una domanda sempre più attenta all’ecosostenibilità. La sfida è finalizzata ad individuare e sviluppare materiali compostabili utili nel processo produttivo.

“Questo strumento digitale può rivelarsi particolarmente utile alle imprese anche in un periodo dove il distanziamento sociale comporta inevitabilmente l’impossibilità di vedersi ed incontrarsi sul campo per discutere di persona dei vari progetti” conclude Iacobelli.

Sulla piattaforma EROI, infatti, sono state lanciate sfide anche per il contrasto del Covid-19, allo scopo di sviluppare particolari DPI. Una delle idee proposte è quella dell’industrializzazione del dispositivo di protezione individuale denominato “Casco Covid”, innovativo rispetto a quelli attualmente in uso. Pensato per gli operatori sanitari e i lavoratori affinché possano lavorare in sicurezza anche in ambienti ad alto rischio, il nuovo prodotto garantirebbe un minor consumo di elementi filtranti, una maggior facilità di utilizzo, nonché comfort, sicurezza in caso di malfunzionamento e ad un prezzo inferiore.

di Ilaria Giuliani 

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