Politica e social media: il nuovo ruolo degli influencer

Uno sguardo su com'è cambiata e come cambierà la partecipazione socio-politica sui social e il ruolo dei suoi principali protagonisti

Oggi, politici e giornalisti sfruttano le piattaforme social per comunicare con il pubblico. Ma non sono gli unici: anche gli influencer sono diventati parte integrante di ciò. Attraverso le proprie stories Ig si espongono su tematiche sociali e politiche coinvolgendo i loro followers, raccogliendo l’attenzione anche di quelle categorie sociali generalmente lontane dalle tematiche socio-politiche.

Una diversa assimilazione di contenuti

Secondo i dati la generazione Z (i nati dal 1995 al 2019) è quella che usufruisce maggiormente di Instagram (74%) al contrario della generazione degli adulti, i Boomers (28%) 
Si è calcolato che in media i ragazzi trascorrono 2 ore e 55 minuti all’interno della piattaforma. In questo modo acquisiscono informazioni in maniera differente. La gen Z possiede infatti una soglia dell’attenzione più bassa, prendendo in considerazione principalmente elementi immediati, puntuali. Cosa comporta questo?
L’occhio dell’utente medio di Instagram viene abituato a contenuti ad effetto: le frasi semplici e concise giocano un ruolo importante, insieme alla grafica dei post.

Post colorati con una grafica accattivante tenderanno ad attirare maggior attenzione negli utenti.
Nel caso in cui l’utente non ha intenzione di approfondire l’argomento, ha ugualmente la possibilità di tenersi aggiornato. In questo modo facendo scrolling sulla home di Instagram, assorbe molteplici informazioni di diversa natura: mantenendosi tuttavia ad un livello base.

Questa può considerarsi un’arma a doppio taglio: pur avendo la possibilità di sapere cosa succede nel mondo, gli utenti con meno interesse sociopolitico saranno portati ad accumulare diverse informazioni e considerazioni passivamente.

Le tematiche sociali come trend

Di cosa parliamo quando parliamo di elementi di tendenza? Un elemento di tendenza è un avvenimento di spicco capace di raggiungere più persone possibili in un lasso di tempo relativamente breve.
Per riuscire a veicolare messaggi di sensibilizzazione su vari temi attuali, molti content creators, giornalisti e influencer optano per il metodo di comunicazione più immediato: il trend.

Il video dell’omicidio di George Floyd avvenuto il 25 maggio 2020 ha avuto una così forte risonanza mediatica dal riportare in auge il movimento Black Lives Matter (iniziato nel 2013 in seguito all’assoluzione di George Zimmerman, il quale aveva ucciso il diciassettenne afroamericano Trayvor Martin)
Attraverso il trend Black Lives Matter, si è assistito ad un’elevatissima sensibilizzazione e informazione sul tema tramite i social media, da cui inoltre si sono organizzate diverse manifestazioni in cui hanno partecipato milioni di persone.

La notizia in sé diventa popolare nei social media non solo tramite le pagine di giornalismo, ma specialmente quando viene accolta da vari personaggi rilevanti nel panorama virtuale. Diversi content creators secondo la loro modalità di comunicazione, elaborano l’accaduto attraverso le loro competenze in merito e il proprio pensiero critico.
Questi contenuti vengono trattati in maniera più o meno approfondita a seconda del content creator e avranno un effetto differente in base al livello di interesse e curiosità dell’utente.

L’utente sceglierà se approfondire l’argomento attraverso più fonti e più spunti critici o avere una conoscenza base del tema. Molto frequente è il secondo caso, la scarsa capacità di concentrazione nel contesto social su contenuti più approfonditi porta diverse persone ad affidarsi unicamente al content creator o influencer più famoso che tratta l’argomento superficialmente
La tematica sociale in questo caso diventa un trend: si trasforma in un post che veicola un messaggio lineare e semplice, accompagnato da una grafica appariscente. Un messaggio condiviso dagli utenti per prendere parte alla comunità di persone che ne parlano, senza però un’informazione o interesse adeguato alla base.

Issuefication della politica: la politica come Netflix

Il fenomeno di issuefication della politica viene introdotto per la prima volta da Stefano Gianfreda, art director di +Europa. Successivamente è stato riproposto nei social dall’autore Lorenzo Pregliasco, il quale ha spiegato tramite una diretta Instagram come si stia già creando all’interno del panorama politico sui social una politica Netflix: ”La chiamo politica Netflix perché rispecchia la nostra nuova abitudine sui consumi culturali. I partiti palinsesto funzionano poco, sempre più vogliamo scegliere à la carte tema per tema”.

Secondo Pregliasco, non ci concentreremo più sugli schieramenti sinistra-destra o sulle visioni totalizzanti del mondo offerte fino ad ora dai grandi partiti, riserveremo invece attenzione sugli issues. In maniera analoga a come son strutturate le serie netflix, su un tema preciso: ambientalismo, immigrazione, antirazzismo, femminismo, unioni civili etc.

All’interno di instagram son già presenti content creators che si occupano specificatamente di queste tematiche. Ognuno di loro ‘’attiva la loro comunità sulle battaglie che scelgono di sposare’’
Tra i vari content creators che affrontano gli issues in maniera approfondita possiamo trovare Diletta Bellotti, la quale parla di caporalato e agromafie, Carlotta Vagnoli che si occupa di femminismo, Oiza Obasuyi che tratta il problema del razzismo, Avvocathy che si espone sui diritti lgbtqia+

Per quanto riguarda invece le notizie di attualità, tra le pagine Instagram che riescono a coniugare post dal linguaggio semplice e immediato con una spiegazione elaborata troviamo la pagina Will_Ita  gestita da un team di esperti che fanno uso degli strumenti digitali propri di instagram quali reels, IGTV e memes per spiegare avvenimenti e tematiche.

Spaghetti Politics gestita da Michela Grasso, studentessa di scienze politiche ad Amsterdam, che si occupa di raccontare entro il linguaggio social cosa succede nel mondo. In un’intervista ha dichiarato di curare abbastanza i contenuti della pagina: «L’algoritmo di Instagram, preferisce post che hanno visi al suo interno, quindi si cerca di usare più foto possibile. Poi bisogna modificarle perché se non hanno un design interessante non vengono condivise. Per questo io impiego almeno un’ora e mezza per fare un post. Non sono una vera esperta di grafica, ma ci provo».

Un altro profilo Instagram di informazione è quello di Daniela Collu in arte Stazzitta. Conduttrice radiofonica e televisiva, si occupa nel suo canale social di arte e di attualità. Un minuto d’arte è il nome dato alla sua iniziativa di raccontare la storia dell’arte su Instagram, nome che ha utilizzato anche per il suo secondo libro uscito a novembre 2020.

L’informazione su tematiche attraverso i canali social, per fare in modo che sia completa deve tener conto prima di tutto delle fonti. Una fonte competente che approfondisce con dedizione certe tematiche può richiedere uno sforzo maggiore di attenzione, rispetto ad una fonte che comunica in maniera più semplificata. Questo è il compromesso della politica sui social media.

 

di Nicoletta Montesi

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