Alexandros Panagulis: un eroe dimenticato dalla storia

Chi era il combattente greco Alekos? La sua vita raccontata nel libro Un Uomo di Oriana Fallaci è un grido di amore e disperazione, ma anche inno alla libertà

Quella di Alexandros Panagulis è la storia di un uomo da ricordare, che tuttavia in pochi conoscono. Panagulis era un politico, rivoluzionario e poeta greco che, quando la Grecia cadde sotto dittatura nel 1967, ha deciso di opporsi facendo un attentato al primo ministro Georgios Papadopulos, militare a capo del regime. Per tutta la vita si è opposto alla dittatura e al potere autoritario.

Per difendere i suoi ideali, Alekos, diminutivo con cui era conosciuto, è stato in carcere: torturato, picchiato, perseguitato e infine ucciso. Era un uomo che più di tutto voleva la libertà, che ha lottato per averla senza mai arrendersi.

Foto di Alexandros Panagulis da Il Fatto Quotidiano

Oggi, in questa situazione di guerra tra Russia e Ucraina, che sta portando crisi e dolore, la vita di Alekos può essere una lezione importante da imparare e un’ispirazione a non smettere mai di combattere per la libertà.

Un Uomo, di Oriana Fallaci

La sua vita è raccontata nel libro ‘Un uomo’, scritto nel 1979 dalla scrittrice e giornalista italiana Oriana Fallaci, che fu anche la sua compagna durante gli ultimi anni di vita di Panagulis. I due, infatti, dopo essersi incontrati per un’intervista, ebbero un colpo di fulmine, e già dopo il primo incontro non si separarono più. Il loro, però, non è il classico amore perfetto e a lieto fine. Oriana Fallaci lo definisce un “cancro” che la consuma. Il loro rapporto fu sempre difficile, complicato, così come lo era la vita che vivevano, in fuga e spesso nascosti.

Oriana Fallaci, foto di Cronache letterarie

La storia raccontata in ‘Un uomo’ si apre con la preparazione da parte di Panagulis dell’attentato del 1968, con lo scopo di uccidere il dittatore greco Papadopulos, che aveva preso il potere l’anno prima con un colpo di Stato.

Il tentativo fallisce e Alekos venne incarcerato, torturato duramente e negli ultimi anni di prigionia costretto a stare nella prigione di Boiati dentro ad una cella simile ad una tomba, costruita appositamente per lui con lo scopo di evitare altri suoi tentativi di evasione.

Nonostante tutto ciò che subì in quegli anni, Alekos non parlò mai, non svelò i nomi dei suoi collaboratori e continuò la sua resistenza al regime. Venne poi condannato a morte, ma grazie ad un’amnistia, dovuta alla sua fama anche all’estero, fu risparmiato e tornò in prigione, dove trascorse altri due anni, continuando ad essere torturato.

Nel 1974 cadde il regime di Papadopulos e Alekos venne liberato da una finta democrazia che si installò in Grecia. Fu qui che incontrò Oriana Fallaci, si innamorarono, si aiutarono e sostennero. Oriana divenne fondamentale per il suo compagno, e in numerose occasioni rinunciò ad impegni lavorativi o personali per aiutarlo.

Nel frattempo Panagulis entrò a far parte dell’unione del centro e iniziò ad indagare sui servizi segreti greci, scoprendo cose che avrebbero fatto crollare il governo da poco instauratosi, dimostrando la corruzione e mettendosi in conflitto con Averoff, all’epoca ministro della difesa.

Riuscì a mettersi d’accordo con un giornale per pubblicare questi documenti, e fu proprio dopo le prime uscite del giornale che Alekos morì in un incidente stradale, in circostanze molto ambigue. Fu probabilmente ucciso da due sicari a bordo di due auto, anche se il Governo greco ha sempre negato che la sua morte fosse premeditata.

Prima di morire, Alekos, sapendo già che la sua fine era vicina, chiese ripetutamente ad Oriana di raccontare la sua storia al posto suo, e lei, come si racconta nel libro, gli disse di sì per sfinimento e alla fine scrisse uno dei suoi libri più emozionanti.

Il libro Un uomo, edizione Rizzoli

Perchè leggere oggi la storia di Panagulis?

Ciò che colpisce di questa storia è che nonostante il rivoluzionario greco sia l”eroe’ del libro, viene mostrato con le sue debolezze e mancanze, i suoi difetti. Non è un personaggio ‘perfetto’: commette errori e spesso si comporta male, e forse proprio per questo il lettore riesce ad empatizzare con lui, sentendosi coinvolto nelle sue battaglie e soffrendo quando viene ucciso.

Panagulis è il simbolo di un periodo storico, ma nonostante tutto ciò che ha fatto, è stato quasi completamente dimenticato. Vale la pena, perciò, leggere questo libro emozionante e commovente, che fa riflettere su ciò che un uomo è disposto a fare per difendere i propri ideali.

Un uomo è a metà tra un romanzo e una biografia, ma il tono giornalistico scelto dall’autrice rende la narrazione estremamente coinvolgente e appassionante. É un libro crudo, sincero, realistico, che mai come oggi può essere attuale. Mentre in Ucraina si sta combattendo una guerra che mira a porre fine all’autonomia di un popolo, la storia di Panagulis è da rileggere, perché è quella di un uomo che in una situazione difficile ha sempre combattuto per il fine più alto, perché, come si cita nel libro, “la libertà prima che un diritto è un dovere“.

di Marianna Dalcò

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