Ecco cosa sarà Parma 2020: tra collaborazione, cultura e ospiti internazionali

PRESENTATO AL TEATRO REGIO IL PROGRAMMA PER LA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

 

Sabato 22 giugno nella splendida cornice del Teatro Regio si è tenuta la conferenza ufficiale di presentazione di Parma Capitale italiana della Cultura 2020. Un programma ricco ed articolato che nel corso del prossimo anno trasformerà la città nel centro culturale della penisola italiana.

Ma Parma guarda già al futuro, annunciata infatti nel corso della mattinata anche la candidatura al titolo di European Green Capital per il 2022.  Tanti gli ospiti intervenuti per illustrare le numerose iniziative previste già a partire dai prossimi mesi: presenti l’assessore alla cultura per l’Emilia Romagna Massimo Mezzetti, il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e gli assessori comunali Michele Guerra, Cristiano Casa e Michele Allinovi rispettivamente per cultura, turismo e lavori pubblici. Ospiti d’eccezione grazie a Oliviero Toscani, famoso fotografo italiano, e Francesco Ciccolella, autore della “ragazza gialla“: la suggestiva illustrazione scelta come simbolo dell’iniziativa.

A fare da moderatore nel corso della mattinata, il giornalista e conduttore di Sky tg24  Alessio Viola, che per l’occasione ha tenuto a sottolineare l’impegno della piattaforma televisiva nel raccontare la città: “Per noi quest’anno è un vero orgoglio partecipare a questo viaggio. Sarà un anno e mezzo in cui Sky sarà vicino a Parma 2020. C’è l’intenzione di realizzare molti progetti su Sky Arte e di seguire il tutto giorno dopo giorno con Sky tg24“.

I PROGETTI PRESENTATI – Oltre alla preview ufficiale di Parma 2020 (costituita da numerosi eventi tra mostre, rassegne, inaugurazioni ed iniziative di varia natura, che si sono susseguiti nel fine settimana) nel corso della mattinata sono stati approfonditi alcuni dei progetti che maggiormente caratterizzeranno la città di Parma nel corso del prossimo anno. “Io ho accettato di venire a Parma perché voglio vedere se finalmente riesco ad imparare ad avere la “erreparmigiana, ma da dove viene? – scherza Oliviero Toscani presentando l’ambizioso progetto fotografico che lo vedrà coordinatore nel corso del 2020 – Voglio fotografare lo spirito di Parma. Con i migliori fotografi del mondo, non sto scherzando, sto già inviando gli inviti. Avremo un gruppo di lavoro e una grande produzione, la fotografia verrà usata come memoria storica dell’umanità di un territorio che rimarrà come un grande album di famiglia, credo che una cosa simile non sia mai stata fatta in nessun altro luogo“. Un progetto unico nel suo genere che si propone di raccontare i cittadini di Parma e provincia attraverso un’indagine fotografica-antropologica che prenda in considerazione macro gruppi della popolazione.

Altrettanto ambizioso il progetto ‘Hospitale‘, che coinvolgerà l’architetto Sergio Polano e Leonardo Sangiorgi del celebre Studio Azzurro, entrambi presenti alla conferenza di sabato scorso. L’iniziativa si pone come obbiettivo la riqualificazione del complesso dell’ospedale vecchio, considerato da molti come la ‘Cattedrale laica dell’oltretorrente‘, e che diventerà uno dei sette distretti socioculturali di cui ha parlato l’assessore Alinovi: “Vi sono tanti luoghi abbandonati in città, luoghi che avevano bisogno di una destinazione, di un’idea. Immaginiamo che la moltiplicazione dei luoghi di produzione culturale possa diventare anche la moltiplicazione di luoghi di aggregazione e integrazione sociale. Da qui abbiamo iniziato a programmare sette distretti socioculturali, che non sono altro che sette luoghi appunto che erano abbandonati e sui quali abbiamo programmato una serie di azioni e di interventi importanti”. Oltre al già citato Ospedale Vecchio, i rimanenti distretti saranno costituiti dal Parco della Musica sede dell’Auditorium Toscanini, il Distretto del Cinema nel quartiere Montanara, la Cittadella dei ragazzi presso il Parco della cittadella, il Workout Pasubio nel quartiere San Leonardo, i Chiostri del Correggio nel complesso monumentale di San Paolo, già sede di Parma unesco city of gastronomy e infine il Sottopassaggio del Ponte Romano, inaugurato recentemente. Tutti luoghi che saranno al centro delle iniziative di Parma 2020 e che rimarranno poi a disposizione della cittadinanza per il futuro.

CIBO E’ CULTURA- Anche sul versante della gastronomia, settore in cui Parma e in generale il territorio Emiliano eccellono da sempre, le iniziative previste sono numerose, come sottolinea l’assessore Casa. Si partirà già da quest’anno con il ‘settembre gastronomico‘, che metterà in stretta correlazione i principali eventi enogastronomici distribuiti su tutto il territorio emiliano. “Il tutto partirà già dal prossimo settembre con la straordinaria cena dei mille che abbiamo organizzato lo scorso anno e che vedrà protagonisti gli chef di Parma e dell’Emilia Romagna in generale. Nel prossimo anno cercheremo di portare la tavolata da 1000 a 2020 posti– spiega l’assessore-  In pochi giorni, in poche ore e in pochi chilometri un turista potrà assistere a diversi eventi gastronomici localizzati sul territorio, possibilità unica nel suo genere. Lavoreremo su quello che è Parma però l’idea è quella di aprirci, di confrontarci, lo stiamo facendo con i nostri colleghi di Piacenza e di Reggio e devo dire che è un bellissimo progetto che ci vede insieme, dove i campanilismi sono in un momento scomparsi”. Si continuerà poi nel 2020 con Cibus e con la presentazione dell’edizione 2020 della Guida Michelin, che sarà protagonista di numerose iniziative a sfondo culinario.

COMUNICAZIONE – Sul fronte della comunicazione Parma 2020 può vantare un team di collaboratori di fama internazionale, primo tra tutti l’illustratore austriaco Francesco Ciccolella, vincitore dell’American Illustration 2019 e tra i disegnatori più quotati a livello mondiale. Per l’occasione l’artista ha realizzato una serie di sei illustrazioni che ha poi rivelato e presentato in anteprima durante la giornata di sabato, dedicate ognuna a diversi settori della cultura: scrittura, cucina, architettura, pittura, musica e arti performative. Tra queste anche la “ragazza gialla“, una figura femminile in abito giallo ritratta di spalle con un libro in mano e i cui capelli si trasformano gradualmente in lettere. Tale immagine è stata scelta per rappresentare ufficialmente Parma 2020 al pubblico ed è già visibile da alcuni mesi su locandine e dépliant ufficiali. Tale misteriosa ragazza, interpretata per l’occasione da un’attrice in carne ed ossa, è protagonista anche del video promozionale ufficiale presentato nel corso della conferenza: sulle note della canzone ‘Ricordati‘ di Gino Paoli, la modella si sposta con eleganza tra i luoghi simbolo di Parma, omaggiando per rievocazione di immagini il famoso film ‘Prima della rivoluzione‘ del grande regista parmigiano Bernardo Bertolucci, recentemente scomparso. Coinvolto nell’aspetto comunicativo anche il famoso studio di Erik Spiekermann, rappresentato sul palco dal collaboratore Christian Hanke, uno dei massimi studi grafici per quanto riguarda il design di caratteri e font.

LA SFIDA DELA CITTA’- Una sfida quella della comunicazione che si pone lo scopo di coinvolgere non solo turisti e persone già partecipative nella vita culturale della città, ma anche e soprattutto, come sottolinea con forza l’assessore Guerra, tutta quella parte di cittadinanza che ancora oggi è poco propensa verso quest’ambito: “La nostra è una città che già oggi produce tanta cultura. Ha però una criticità: una partecipazione culturale che è ancora bassa per quella che è la forza che esprime. Non è un dato che riguarda solo Parma, è un dato che riguardo a livello internazionale tante realtà. Questo ha a che fare con la nostra educazione civile. Attraverso la cultura diventiamo cittadini migliori, non solo persone colte, ma persone che cambiano il modo di guardare la loro realtà e di interrogarsi sulle questioni che riguardano la loro vita quotidiana. Chi partecipa attivamente alla vita culturale questo lo sa. E’ una persona diversa, che si pone domande e problemi diversi, che non ha credenze fisse e che capisce che il concetto di critica e di messa in crisi di quello che vive è il segreto della riuscita della sua esistenza“.

Fondamentale dunque, sempre secondo l’Assessore, non affrontare la sfida di Parma 2020 per “accumulazione di attività“, onde evitare poi di andare a saturare quello che è il bisogno culturale della città. La strategia proposta è invece quella di un’organizzazione attenta basata su un approccio critico, che sia in grado di evidenziare punti di forza e limiti della nostra città: “Finita Parma 2020, lo dico sempre, avremo meno risorse economiche, meno visibilità mediatica, ma avremo, spero, una città che saprà interrogarsi di più sul valore della cultura. Si tratta di una grande occasione di crisi nel senso etimologico del termine, dove capiremo che cosa va e cosa non va nella nostra città, capiremo dove stiamo agendo bene e dove invece stiamo sbagliando e dove sarà quindi necessario cambiare approccio“.

UN TERRITORIO UNITO E COLLABORATIVO – Altro elemento caratterizzante per Parma 2020, come è stato ribadito più volte, è la volontà di coinvolgere nel progetto anche le città vicine e collaborare con esse perseguendo la via di un supporto e di una crescita reciproca all’interno del territorio emiliano. Come ricorda anche l’assessore alla cultura per l’Emilia Romagna Massimo Mezzetti, ben tre tra le città finite nella short-list delle dieci candidate a capitale della cultura erano emiliane: Parma, Reggio Emilia e Piacenza, un esito che dovrebbe essere indubbiamente motivo di orgoglio per il territorio. “Un grande risultato per un grande obbiettivo che corona anche quello sforzo che questa città e questa regione stanno facendo da tanto tempo. “L’investimento nella cultura – spiega infatti MezzettiViviamo in un’epoca purtroppo in cui la cultura è additata quasi come una colpa, chi conosce viene additato come un ‘professorone’ alcune volte. Ecco, io invece credo che la cultura, la conoscenza e il sapere siano un elemento di emancipazione e riscatto sociale. Investire in cultura è importante, ed oggi potremmo dire quasi che si tratta di un atto rivoluzionario e sovversivo“. Ed ecco allora che Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, Patrizia Barbieri, sindaca di Piacenza e Luca Vecchi, sindaco di Reggio, sono saliti insieme sul palco del Regio per coronare la collaborazione tra le rispettive città per la buona riuscita di Parma 2020 nel corso di questo e del prossimo anno. Assieme a loro anche Natalia Maramotti, di Destinazione Turistica Emilia Romagna, secondo cui: “Questa straordinaria capacità di collaborazione tra queste tre città, che, ricordiamolo, hanno anche un indirizzo politico diverso, non è per niente scontata di questi tempi. In questo senso è evidente che si stia lavorando per il bene comune del territorio, e questo può accadere anche grazie al supporto della Regione“.

Della stessa idea la sindaca Barbieri: ” Il denominatore comune è passione, orgoglio per il proprio territorio, amore e capacità di emozionarsi quando si parla delle nostre città. Di fondamentale importanza è trasmettere la stessa emozione e passione a tutto il territorio emiliano, un territorio d’eccellenza“. Il sindaco Vecchi sottolinea inoltre l’importanza di abbattere le barriere tra città vicine in favore del bene comune: “Quello di Parma 2020 è un programma coraggioso e di qualità che qualificherà Parma e più in generale tutte le nostre terre. Quello che sta accadendo è un’operazione di grande innovazione politica e culturale, per certi versi potrei dire anche antropologica se pensiamo al modo in cui territori abituati ad una dinamica di competizione tra campanili hanno scelto la strada della collaborazione e della cooperazione al rialzo, scelta non scontata“.

A chiudere l’incontro il sindaco Federico Pizzarotti: “Questa non è solo Parma 2020, vuole essere anche Emilia 2020, in un territorio allargato che compete insieme, perché oggi la competizione è sempre più europea e sempre più globale. Quindi l’orgoglio di lavorare insieme e di sapere quelle che sono le nostre peculiarità e punti di forza, per lavorare indirettamente anche sui nostri punti di debolezza, che ci devono sempre accompagnare, per sapere che non tutto è stato fatto, che c’è sicuramente ancora tanto da fare“.  Finito il momento di dialogo tra i rappresentati delle tre città, tocca all’ultimo ospite salire sul palco, in chiusura di una mattinata ricca di spunti e belle parole: si tratta del sindaco di Betlemme Antor Salman, invitato in occasione del novello gemellaggio della città palestinese con Parma. Betlemme sarà infatti nel 2020 capitale della cultura araba, e il lungo discorso pronunciato dal suo primo cittadino è un invito all’armonia tra culture diverse e un augurio di pace per il mondo intero.

Eppure, nonostante gli idilliaci rapporti che l’amministrazione di Parma 2020 sembrerebbe aver raggiunto non solo a livello locale con le città limitrofe, ma anche al di fuori del nostro continente, la situazione politica interna alla città stessa appare più burrascosa. Sono già cominciate le prime polemiche infatti, mosse in un primo momento dal Comitato Parma in Centro e rincarate poi dall’esponente della Lega Emiliano Occhi. Ad essere contestata è infatti la situazione di degrado in cui verserebbe il centro storico di Parma, protagonista in effetti di alcune foto diventate virali sui social che mostrano numerosi rifiuti in stato di abbandono per strada. Polemiche a parte, i presupposti per una buona riuscita di Parma 2020 non sembrano mancare, scopriremo nei prossimi mesi se la nostra città si rivelerà o meno all’altezza del prestigioso ruolo di cui è stata insignita.

 

di Gabriele Sani

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