‘I sabati di Unipr per Expo’ per riflettere (finalmente) di cibo

APPUNTAMENTI SETTIMANALI, E C'E' GIA' LA PROPOSTA DI UN CONVEGNO SUGLI OGM

sabati expoExpo è partito, con la sua lunga serie di eventi e manifestazioni correlate, nelle quali si inserisce anche l’Università di Parma che propone una serie di incontri divulgativi inerenti alle tematiche dell’ Esposizione Universale. ‘Nutrire il Pianeta – I sabati di Unipr per Expo‘: questo il titolo della rassegna che ha alzato il sipario il 16 maggio e che accompagnerà i cittadini parmigiani (e non solo) tutti i sabati fino al 21 novembre, dalle 10 alle 13 al Palazzo del Governatore di Parma. Le 22 lezioni proposte sono inserite all’interno del progetto ‘Unipr&Expo – L’Università di Parma per Expo‘, con il quale l’Ateneo mette in campo il suo patrimonio di saperi legati ad alimentazione e cibo.

La proposta, rivolta anche alle scuole superiori di Parma, è stata presentata nella mattinata dell’11 maggio nella Sala del Consiglio dell’Ateneo dal rettore Loris Borghi, dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti e dal delegato del rettore per Expo Erasmo Neviani.
“Di Expo sono stati evidenziati gli aspetti di carattere economico – ha puntualizzato Borghi – in realtà i 6 mesi dell’Esposizione devono portare a una riflessione sulle contraddizioni riguardanti il cibo: se da un lato obesità e diabete sono la causa di morte precoce nei Paesi civilizzati, dall’altra parte c’è un pianeta che muore di fame”. Borghi ha inoltre sottolineato l’importanza della partnership col Comune di Parma e le numerose realtà del territorio.

Non ho ancora sentito nessuno fare una riflessione sul tema del cibo – gli fa eco il sindaco Pizzarotti – rimane solo l’aspetto estetico. Il contributo dell’Università si colloca proprio sulla riflessione, riportando al centro il tema principale che è il cibo”.

La parola poi è passata al coordinatore del ciclo di incontri, Erasmo Neviani, del Dipartimento di Scienze degli alimenti. “Il quadro economico e sociale sta cambiando:  vi è un aumento progressivo della popolazione perciò nel prossimo futuro dovremo trovare modelli di sviluppo sostenibile, in modo da dare da mangiare a tutti senza danneggiare il pianeta. Sarebbe molto interessante vedere, una volta finito Expo, se la situazione è cambiata o meno. La mia idea è che Parma possa diventare un modello alimentare. Vi sono saperi e capacità affinchè ciò avvenga”.

Gli argomenti delle lezioni spazieranno molto in modo da esaminare il tema da tutti i punti di vista: “Ci possiamo permettere – domanda Neviani – di buttare un terzo dei prodotti?  Parleremo perciò di spreco, di sicurezza alimentare e di educazione al cibo. Ma non solo”. Il professore ha concluso il suo intervento esprimendo il desiderio di organizzare un convegno a Parma sugli Ogm.
“Purtroppo – è intervenuto Pizzarotti – di certi argomenti non si può discutere. Eppure Parma sarebbe un luogo ideale dove parlarne”.

A margine della conferenza stampa sono intervenuti anche alcune eccellenze dell’ Ateneo parmense, come Maurizio Vanelli, professore ordinario di Pediatria e inventore della ‘Pappa di Parma’ per i bambini denutriti della Sierra Leone: “Il principio è quello di utilizzare prodotti in loco – ha spiegato – in modo da creare un alimento sano”. Angelo Montenero, professore ordinario di Chimica Generale e Inorganica, ha invece esaltato i meriti del packaging: “Nei Paesi in cui è poco evoluto, lo spreco di cibo è di circa il 70-80 % del totale”.

Tanti saperi, tante ricerche, che però rischiano di rimanere sopite nelle mura dell’Università a causa dell’ incapacità di far sistema. “Il nostro obiettivo – ha concluso il rettore Loris Borghi – è proprio di invertire la tendenza. Stiamo pensando ad un Food Project”.

DSCN4846PRIMO INCONTRO: IL NOSTRO RUOLO – Il primo incontro, “Nutrire il Pianeta, energia per la vita – Expo Milano 2015 e il ruolo del nostro territorio” ha avuto luogo nella mattinata di sabato 16 maggio a Palazzo del Governatore ed è stato moderato dallo stesso Neviani coadiuvato dalla professoressa Francesca Zanella, insegnante di Teoria delle esposizioni ed allestimenti.

Tanti gli argomenti toccati in questa presentazione, tra cui la sicurezza alimentare: “La Ue ha promulgato legislazioni che riducono i rischi per il consumatore. Il livello torrelabile di sicurezza non può essere accettato, bisogna puntare più in alto. La decrescita felice? Non credo sia un modello perseguibile per tutto il pianeta. L’agricoltura è sostenibile quando contribuisce ad un miglioramento della salute delle persone”.

La prof. Zanella ha proposto una carrellata su ciò che è stato Expo dal punto di vista architettonico sin dalla prima edizione del 1851, a Londra. “Il focus di quell’edizione – spiega  – era dimostrare le capacità dell’essere umano in tutta la sua pienezza”. Per arrivare all’attualità: “L’Expo di Milano ci darà tante prospettive non necessariamente univoche. Il progetto architettonico e di design modifica anche la percezione che si ha del cibo, tema principale di quest’anno, che ritorna anche nelle pratiche artistiche, di comunicazione. Queste – conclude la professoressa – nella crisi della cultura moderna, possono rilanciare la riflessione su determinate tematiche, fondamentali nell’interesse di tutti”.

 

di Emanuele Maffi

Scrivi un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*